«Continua il nostro impegno per promuovere la legalità e migliorare le condizioni di vita e di lavoro degli operatori del comparto del commercio – dichiara il Presidente di Confcommercio Reggio Calabria Giovanni Santoro -. Con l’intesa raggiunta proviamo a dare risposta concreta ad una necessità delle aziende, attuando la delega di cui al CCNL nazionale e disciplinando una particolare tipologia di contratto a tempo determinato utile a gestire picchi di lavoro. Sono stati individuati tre periodi dell’anno (natalizio, pasquale ed estivo) nel corso dei quali, da oggi, le imprese potranno superare i vincoli imposti dalla legge per assumere personale a tempo determinato, con l’auspicio che gradualmente si creino le condizioni per la stabilizzazione dei rapporti di lavoro. L’intesa di enorme importanza consente alle aziende di creare nuovi posti di lavoro, incrementando, di fatto, i livelli occupazionali e al contempo consente alle nostre imprese di governare al meglio i periodi di più intensa attività, operando nel pieno rispetto delle regole e, dunque, evitando il rischio di pesanti sanzioni». Sulla stessa linea Caridi e Romano (Filcams), Raffa (Fisascat) e De Stefano (Uiltucs) che considerano l’accordo raggiunto con Confcommercio dopo mesi di trattativa «un’intesa di assoluto buon senso che recepisce le peculiarità del nostro territorio e che garantirà ai lavoratori di essere assunti con il riconoscimento di tutte le tutele previste dal CCNL del commercio, favorendo il lavoro regolare». Le imprese che applicano il contratto nazionale Confcommercio per utilizzare l’accordo dovranno effettuare le previste comunicazioni all’Ente Bilaterale provinciale (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) che fornirà il supporto necessario alla concreta operatività dell’intesa.
L’accordo è pienamente efficace e potrà essere sfruttato già dalle prossime festività pasquali. Avrà valenza biennale, fermo restando le verifiche periodiche utili a rilevare gli effetti prodotti sul territorio e renderlo magari strutturale all’interno di un contratto integrativo provinciale del commercio già allo studio delle commissioni paritetiche.