Il boss Santo Vottari, arrestato questa mattina dai carabinieri di Reggio Calabria, era inserito nell'elenco dei latitanti pericolosi del ministero dell'Interno e irreperibile dall'agosto 2007 quando si è sottratto all'arresto nell'ambito dell'operazione 'Fehida': era stato condannato a 10 anni e 8 mesi per i reati di associazione mafiosa. Vottari è stato individuato all'interno di un bunker sotterraneo in muratura ricavato all'interno di un altro bunker, già rinvenuto in passato e situato nel seminterrato dell'edificio su più piani e costituito da diversi appartamenti dove tuttora dimora la famiglia Vottari. Vottari, boss della 'ndrangheta operante soprattutto a San Luca e nelle zone limitrofe, ma anche in ambito nazionale e internazionale, è stato sorpreso nel cuore della notte e non ha opposto resistenza. Dopo l'irruzione delle forze dell'ordine, ha fornito le proprie generalità e si è lasciato ammanettare. Il boss è figlio di Giuseppe Vottari, assassinato a Bruzzano Zeffirio, nel Reggino, nell'ottobre del 1986, a seguito di un summit chiarificatore di due clan rivali operanti nel comprensorio di Motticella, e nipote di Francesco Antonio Vottari, alias 'Frunzu', capostipite della famiglia Vottari inquadrata nella cosca 'Pelle-Vottari', che si contrappone alla cosca 'Nirta-Strangio' in una cruenta faida, che si protrae dagli anni '90. La rivalità ha provocato decine di morti nelle opposte fazioni, culminata il 15 agosto 2007 nella nota strage di Ferragosto consumata a Duisburg, in cui vennero uccise sei persone. Durante la notte i carabinieiri di Palmi hanno individuato e arrestato in un'abitazione Salvatore Etzi, 44 anni, di Taurianova (RC), già noto alle forze dell'ordine, latitante dal luglio 2016 quando si è sottratto all' ordinanza di custodia cautelare in carcere per il reato di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Nell'ottobre 2016 era stato condannato a otto anni, 10 mesi e 20 giorni di reclusione per i reati di associazione mafiosa, estorsione, riciclaggio, ricettazione ed altro. In carcere anche Salvatore Palumbo, 37 anni, di Gioia Tauro, anche lui già noto alle forze dell'ordine e destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per il reato di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. I due arrestati, ritenuti contigui all’articolazione territoriale della 'ndrangheta denominata cosca 'Molè–Piromalli' operante prevalentemente in Gioia Tauro e zone limitrofe e con ramificazioni in tutta la provincia ed in altre in ambito nazionale ed internazionale, sono stati portati nel carcere di Palmi.