"Ci chiediamo come mai il Comune di Cosenza - aggiunge - non abbia articolato le stesse perplessita' in occasione del patrocinio concesso al Calabria Pride svoltosi a Reggio Calabria - primo Pride calabrese - nel 2014. Forse il patrocinio in un territorio diverso solleva un'amministrazione da precise responsabilita' politiche e critiche interne. Responsabilita' politiche che non possono esaurirsi in azioni estemporanee. La stessa sede e' stata peraltro concessa ad Arcigay nel 2002, ben prima che questa amministrazione si insediasse. In ogni caso, nel 2017, le stesse istituzioni dovrebbero continuare a dimostrare - concretamente, costantemente, e non attraverso slogan - sostegno alle battaglie di civilta' e contrasto a ogni forma di discriminazione. In questa nota il Gay Pride viene testualmente definito 'una modalita' stereotipata e conformistica', in linea di continuità con ben noti e diffusi discorsi e cliche' conservatori. Informiamo il Comune di Cosenza che il Pride mira a una riappropriazione delle identità omosessuali, in grado di trasformare lo stigma in orgoglio, in privato come in pubblico, rivendicando a testa alta la propria dignita'. L'innovazione e' sinonimo di cambiamento esplicito, non di normalizzazione e omologazione. Il cambiamento si persegue con politiche non di tolleranza, ma di inclusione, rispetto e giustizia verso tutti e verso tutte. La richiesta di patrocinio e' stata corredata da un documento politico che indicava il senso e le finalita' di questo Pride, rispetto al quale eventuali perplessità avrebbero potuto essere affrontate in un eventuale quanto necessario incontro. Il Pride, che non si esaurisce nelle nostre intenzioni nella parata conclusiva del 1 luglio, e' gia' iniziato, con eventi di importanza informativa, scientifica e culturale, che proseguiranno con un ricco programma fino al 1 luglio. Il programma e' pubblico, sostenuto da enti locali, realtà associative e accademiche. Soggetti che non hanno rilevato alcuna spettacolarizzazione fine a se stessa, ma momenti di confronto, altrettanto importanti di quelli che il Comune sembrerebbe portare avanti in non meglio precisate attivita', iniziative e progetti".
"In attesa di una risposta ufficiale al Comitato Pride - conclude la nota - evidenziamo che evidentemente non siamo stati riconosciuti come soggetto politico legittimato a dialogare con il Comune. Le autorizzazioni, regolarmente concesse dai soggetti preposti, ci consentiranno di portare avanti le attività del Pride, anche senza alcun sostegno all'amministrazione comunale".