REGGIO. Il Sul sulle nuove norme sul pensionamento ed il reddito d'inclusione

REGGIO. Il Sul sulle nuove norme sul pensionamento ed il reddito d'inclusione
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" È incredibile ciò che sta accadendo: si votano leggi che possono portare sollievo a un pezzo sofferente di popolazione e poi non le si può utilizzare perchè non si redigono i decreti attuativi che consentono di utilizzare quelle regole.    È il caso di due leggi che hanno suscitato l'attenzione interessata di molti cittadini: le nuove norme sul pensionamento (compresa l'anticipazione pensionistica, ossia la discutibile APE) ed il reddito d'inclusione, provvedimento che dovrebbe essere di sollievo a coloro che non hanno reddito o è insufficiente a garantire un minimo di dignità.   Ebbene, quelle leggi sono inutilizzabili perchè mancano delle norme attuative o, come nel caso dell'APE, quelle emanate sono state clamorosamente bocciate dal Consiglio di Stato, che ne ha imposto la modifica. Eppure la mini riforma pensionistica conteneva, oltre al vituperato meccanismo di anticipazione, che costerebbe eccessivamente all'aspirante pensionato, anche misure utili, come il ricongiungimento gratuito dei contributi che oggi costa un occhio della testa. Così per il reddito d'inclusione (o reddito di cittadinanza o reddito minimo o comunque lo si voglia chiamare). Questo provvedimento dovrebbe riguardare 2 milioni di persone in Italia che avrebbero un reddito di 485 euro per ciascuno, e serve a far fronte all'allarme sociale della crescita della povertà. Questo allarme non deve essere molto pressante, visto che da due mesi si attende che sia redatta la normativa per la richiesta di ottenere questo aiuto. Sarebbe il caso che si smettesse di giocare con le necessità delle persone più deboli e che non si seminassero aspettative se non si è in grado di dare risposte, anche parziali ed insufficienti, alle emergenze che vengono denunciate quotidianamente. Perciò, il Governo si sbrighi ad emanare norme attuative ed a rendere fruibili i provvedimenti che emana, altrimenti sarà lecito il sospetto di norme “pubblicitarie” e non di doveroso aiuto alle fasce meno fortunate."

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