Sulla comunita' sanluchese, teatro di una faida cruenta negli anni passati, pesa uno scioglimento per presunte infiltrazioni mafiose risalente al 2013. Nel 2015 fu presentata una sola lista, "Liberi di ricominciare", che pero' non ottenne il quorum sufficiente per amministrare. "Si dice - che i commissari prefettizi abbiano bene amministrato - risponde all'Agi l'autore di "Anime nere" - ma non si puo' rinunciare solo perche' si ritiene che ci sia un bravo commissario a governare".
Criaco, che dell'Aspromonte e' figlio, aveva gia' espresso alcune settimane addietro il suo pensiero attraverso una riflessione postata su Facebook. Lo aveva fatto dopo l'inaugurazione di un campo di calcio che aveva richiamato autorita' di governo ed i riflettori della stampa su San Luca. "San Luca - afferma - si e' ormai convinta di avere un peccato collettivo da scontare e da anni, religiosamente, sopporta ogni tipo di reprimenda, accoglie con gioia variegati profeti del bene, accetta consigli, asseconda progetti che arrivano da fuori". Affidarsi a un commissario prefettizio, per quanto bravo, dice Criaco, "e' una sconfitta". E', dice Criaco, "la convinzione che la salvezza arrivera' da fuori". Ma un popolo che non discute, non si interroga, non protesta, non e' piu' un popolo". Lo stato che si propone come salvatore "ha gia' fallito". E' la grande colpa che Criaco addebita alla sua Calabria: "Non aver lottato fino in fondo - dice - per se stessa". (fonte agi)