Non attraverso una conferenza stampa, ma con una «camminata» - così la definiscono gli organizzatori - nel centralissimo Corso “Giuseppe Garibaldi” di Reggio Calabria.
L’incontro è fissato alla Villa comunale “Umberto I” e il percorso giungerà sino a Piazza Italia. Ad animare questa «marcia sportiva» le formazioni che si sfideranno in queste Olimpiadi dell’Accoglienza, ossia gli uomini e le donne accolte, circa trecento, nei nove Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) della Città Metropolitana di Reggio Calabria. Al loro fianco gli operatori e i volontari dei centri d’accoglienza, ma soprattutto i nove sindaci dei comuni che hanno aderito ai primi giochi olimpici dell’integrazione: Emanuele Antonio Oliveri (Melicuccà), Stefano Calabrò (Sant’Alessio in Aspromonte), Domenico Romeo (Calanna), Pietro Fallanca (Cardeto), Salvatore Fuda (Gioiosa Ionica), Maria Grazia Richichi (Villa San Giovanni), Santo Monorchio (Bagaladi) e Salvatore Mafrici (Condofuri). Ad accogliere i tedofori e tutti i marciatori a Piazza Italia, che saranno accompagnati dalle sonorità tipiche degli atleti, ci saranno il sindaco metropolitano Giuseppe Falcomatà e l’arcivescovo di Reggio Calabria - Bova, padre Giuseppe Fiorini Morosini. Per impegni istituzionali non potrà essere presente il prefetto di Reggio Calabria, Michele Di Bari, che ha accolto con positività l’iniziativa. Alle 19.15, quindi, a Piazza Italia (Centro storico di Reggio Calabria) sarà acceso il braciere olimpico a forma di «calabash», la tazza del povero nella tradizione africana, interamente riprodotto dagli artigiani calabresi.