"Si e' riconvocato oggi il tavolo per la vertenza Call&Call Lokroi al MiSE sospeso mercoledi' scorso. Il dirigente dell'ufficio crisi, dopo aver sentito il ministero del lavoro ed averne verificato la fattibilita', ha proposto all'azienda di ritirare i licenziamenti ed utilizzare la cassa integrazione in attesa di giungere ad una soluzione per scongiurare definitivamente i licenziamenti, raccogliendo le proposte sindacali. L'azienda ha rifiutato la proposta di mediazione continuando a ribadire la sua volonta' di continuare con la procedura di mobilita' per 129 dipendenti, adducendo che questa manovra e' l'unica possibilita' per poter salvaguardare il sito di Locri e l'azienda in generale". Lo affermano in una nota le segreterie regionali di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil. "Successivamente - proseguono - il Mise ha contattato Engie Italia ricevendo dalla stessa la disponibilita' a lasciare temporaneamente una parte delle attivita' per dar tempo a tutti i soggetti coinvolti di ricercare ulteriori soluzioni. Anche questa disponibilita' di Engie non viene considerata dall'azienda che conferma i 129 esuberi. Ci troviamo davanti un'azienda irresponsabile che ha dimostrato di non aver alcun interesse a ricercare soluzioni alternative per mantenere l'occupazione sul sito di Locri. Una scelta scellerata che lunedi' mandera' per strada 129 famiglie, pregiudicano seriamente la tenuta dell'intero sito produttivo con conseguenti ricadute economiche negative su tutto il territorio". "Come sindacati, forti del fattivo sostegno della Regione rappresenta al tavolo ministeriale da Seby Romeo e dal dg Varone - concludono i sindacati - abbiamo proposto all'azienda molteplici strumenti utili a ridurre l'esposizione economica e finanziaria (anche queste proposte non considerate interessanti dall'azienda) e manterremo accesa la protesta. Inoltre dopo esserci confrontati con i lavoratori, nelle prossime ore decideremo le strade da percorrere per contrastare l'ennesimo atto di depauperamento del territorio calabrese. Siamo stanchi di imprenditori che investono al sud facendo il pieno di contributi pubblici per poi scappare quando le agevolazioni, frutto dei soldi dei contribuenti, terminano. Non permetteremo questo ennesimo furto di dignita' alla nostra terra sollecitando anche il Presidente della Repubblica a prendere posizione a salvaguardia di una delle aree piu' povere del Paese".