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REGGIO. I rifiuti differenziati e la lotta su Sindaco e Amministrazione (futuri)

REGGIO. I rifiuti differenziati e la lotta su Sindaco e Amministrazione (futuri)
differenziata1 PREMESSA. All’indirizzo di zoomsud si accumulano con sempre maggior frequenza comunicati stampa e dichiarazioni sulla raccolta differenziata dei rifiuti a Reggio. Sono tutti polemici e ad alto contenuto politico.

Non è un segno positivo. Mi è già capitato di osservarlo nel corso del dibattito che si è svolto al Cult3.0 presieduto dalla giornalista Emilia Condarelli che del Cult3.0 è la portavoce, il circolo che ha organizzato 4 giornate di discussione sul porta a porta.

L’impressione è che sui rifiuti si sia innescato uno scontro politico aspro che prescinde dai fatti e dal merito. La differenziata sembra ormai il canovaccio attorno a cui giocare la campagna elettorale, per l'elezione del sindaco e del Consiglio Comunale prossimi di Reggio. E’ solo la mia impressione. Ma se è così, se sarà così, non è una buona notizia per la città. Anzi è pessima.

UNO. Pessima perché la differenziata e l’amministrazione hanno un rapporto debole. Il suo successo, quando e se si otterrà e di certo non accadrà in tempi rapidi, sarà il successo dei cittadini non del sindaco o degli amministratori. E l’insuccesso non sarà di un’amministrazione (nazionale, Regionale o Comunale), quale che sia il suo colore, ma della nostra comunità.

Non voglio dire che la differenziata si farà grazie ai reggini bravi e buoni. Uno schema così banale, e soprattutto sbagliato, non è proponibile. Voglio invece dire che esiste un rapporto strutturale e necessario (inscindibile) tra i cittadini e la possibilità di fare la differenziata. Se i rifiuti non vengono differenziati nel luogo e nel momento in cui vengono prodotti è impossibile differenziarli. La differenziata è possibile solo dentro le nostre abitazioni e nel momento in cui noi cittadini produciamo i rifiuti: la carta con la carta, il vetro col vetro, i residui di cibo con le verdure scartate e la buccia della frutta, e via differenziando. Insomma fin quando la differenziata non diventa una scelta sarà impossibile realizzarla. Immondizia e rifiuti vengono prodotti da noi, dalle nostre famiglie, dai nostri negozi, dalle nostre aziende. Insomma, dalla nostra comunità. Spazzatura e rifiuti sono un prodotto diverso da tutti gli altri. A differenza di acqua, strade, scuole, ospedali vengono creati e manipolati fin dall'inizio sempre e soltanto da noi. Ecco perché l’impegno dei cittadini (con l’eccezione di tutti i casi particolari: anziani, ammalati, situazioni critiche) è prevalente su quello dell’amministrazione pubblica.

DUE. So benissimo che il Comune ha la responsabilità della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti. Sono punti decisivi e strategici per non vanificare lo sforzo della comunità, ma spesso non adeguatamente affrontati (e tornerò sul punto). Ma queste due operazioni (raccolta e smaltimento) possono dare risposte diverse diventando: a) una risorsa; b) un problema di gravità uno; c) un problema di qualità cento o mille. Tutto dipende dalla qualità del nostro impegno nell’intimità delle nostre case, dei nostri negozi, delle nostre aziende. Solo se, prima della raccolta e dello smaltimento, si differenzia correttamente, l’intero processo diventa semplice e virtuoso fino a far risparmiare, pulizia decoro e ambiente a parte, una montagna di quattrini. Se si lancia il messaggio che la differenziata avrà successo grazie alla nostra amministrazione, si fa un errore culturale e politico uguale e contrario di chi sostiene che se la differenziata non cammina è colpa dell’Amministrazione.

TRE. I Reggini sono incapaci di avviare un processo tanto complesso (e perfino sofisticato) perché “lordazzi”? La voglia di far presto può spingere a battute e semplificazioni. In realtà, noi reggini siamo uguali a tutti gli altri: vizi virtù potenzialità compresi. Se altrove hanno cominciato mezzo secolo prima (meriti e colpe sono di chi le comunità le ha dirette) sono ora più avanti grazie a esperienze accumulate e non ai cromosomi di qualità diversa. Pregiudizi a parte, niente è più modificabile delle comunità umane. Anche noi ce la possiamo fare. Possiamo raggiungere e superare gli altri.

QUATTRO. La differenziata ha un limite e un vantaggio. Una volta cominciata si può migliorare con correzioni anche importanti, ma in nessun caso si può tornare indietro. Né è possibile ipotizzare una comunità in cui chi vuole fa la differenziata e chi non vuole compensa pagando di più. Dobbiamo rifiutare la barbarie per cui chi può (i benestanti e/o gli amici?) pagano rifilandoci sporcizia e spazzatura, inevitabile degrado (tranne nei loro quartieri) e danno ambientale. Chiedere il ritorno ai cassonetti anziché l’eliminazione di quelli rimasti (magari sperimentando per un periodo isole ecologiche differenziate per chi ha problemi non ancora risolti di conferimento dei rifiuti) è un errore. Non soltanto perché i cassonetti per anni non sono serviti a nulla e la città, nel suo complesso, era più sporca ed ecologicamente più a rischio di oggi. Ma anche perché dietro la richiesta non è difficile vedere anche (non soltanto, ma anche) gli interessi di quanti si sottraggono al pagamento della tassa sui rifiuti. E qui c’è un punto nero dell’amministrazione: di quella attuale e delle precedenti. E’ insopportabile che l’evasione sfiori o superi (riporto la valutazione emersa nel dibattito al Cult3.0) il 40%, molto e troppo di più della fascia di necessaria esenzione che va garantita a chi si trova in una condizione di acclarata criticità.

Le amministrazioni non hanno risolto, e tendono a non risolvere, questo problema soprattutto per paura di inimicarsi le frange degli evasori perdendone i voti.

Ma la svolta Reggina sarà possibile solo se crescerà un diverso atteggiamento e fallirà se permarranno queste timidezze, calcoli e furbizie. Non si può pensare che il sessanta per cento della città si carichi il peso degli evasori che non potendo neanche ritirare i mastelli seminano rifiuti dove capita (in assenza di un servizio che colpisca questo atteggiamento).

CINQUE. Stravagante è anche l’opinione che si sia sbagliato a partire a ridosso dell’estate quando arrivano i turisti (?) che per la verità coi cassonetti hanno conosciuto tempi peggiori. Chi lo sostiene, se è in buona fede, immagina che tutto si possa concluderà in quattro e quattrotto. Una sottovalutazione e un'ingenuità. S’è aperta, attraverso il porta a porta, una partita che durerà anni, durante i quali la città dovrà vincere la sfida di crescere e maturarsi nella conquista di una sempre più ampia sensibilità civica. E' un paradosso. Ma i rifiuti si trascinano tutto il resto e, se Reggio ce la farà, si creerà nel contempo, o si stabilizzeranno, nuove generazioni di donne e uomini politici. Questa è la posta in gioco. Facciano tutti bene i propri calcoli perché di questo si tratta.