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L’INTERVENTO. Cambiare l’agenda di Salvini

L’INTERVENTO. Cambiare l’agenda di Salvini
salvini Leggendo i quotidiani ed i social, ascoltando le televisioni, sembra che Il nostro territorio  e  il resto del paese abbia una unica e solo emergenza: l’immigrazione, gli sbarchi, i porti da chiudere o meno, i clandestini da espellere e così via. A questa si è aggiunta ultimamente quella dei rom, dei campi da smantellare e dei vu cumprà da eliminare dalle spiagge. Il tutto per mantenere le promesse elettorali e dove l’immigrazione, come operazione di distrazione di massa, bisogna dire che finora è perfettamente riuscita e di questo bisogna dare atto a Salvini ed alla  sua  grande abilità nel perseguimento di  questa strategia.

Sulla immigrazione che ha attraversato in modo rilevante anche la nostra città tutti sappiamo che a parte alcune isolate reazioni di fastidio per palestre e scuole occupate, per i migranti (pochi) che si sono fermati non vi sono stati episodi di intolleranza o di  razzismo. Non sono mai stati visti come un pericolo ma è successo invece che la tradizionale cultura di tolleranza e di accoglienza che caratterizza la nostra gente, si è confermata anche in questo frangente, con punte di grande generosità di associazioni, famiglie e parrocchie che si sono fatti carico di questi pezzi di umanità che chiedevano semplicemente attenzione e vicinanza. Una testimonianza che ha trovato attestati sui mass media nazionale, come il   Venerdì di Repubblica del 20 Luglio che ha dedicato ampio spazio alla bellissima lettera di Giulia, una ragazza bolognese che ha partecipato ad un campo in un centro di accoglienza reggino di minori stranieri non accompagnati e dove racconta una Calabria  molto diversa da quella che normalmente appare sui mass media nazionali.   

L’immigrazione non è quindi, almeno per noi una emergenza, semmai potrebbe essere una risorsa se si  costruisse finalmente anche sul nostro territorio un sistema di accoglienza diffusa sul modello Riace, che potrebbe innescare processi di ripopolamento dei nostri paesi interni e dare opportunità di occupazione anche ai giovani calabresi. Ma ci sono  altre le questioni che bruciano e che dovrebbero trovare un posto prioritario nell’agenda del nuovo Governo. La  disoccupazione  in primis che è arrivata al 60% della popolazione giovane che in modo massiccio abbandona la nostra città e la nostra provincia spopolando interi paesi. La  povertà dilagante che colpisce  centomila minori in Calabria, la criminalità organizzata sempre forte e radicata nonostante i colpi della magistratura.

Su questo finora solo annunci. Le forze politiche che hanno vinto le elezioni devono farci sapere concretamente quali misure saranno adottate ad esempio riguardo le infrastrutture, ad iniziare dall’aeroporto sempre in punto di morte, il reddito di cittadinanza, le politiche attive del lavoro, il Welfare, la scuola. Il giochetto di prendersela con quelli che c’erano prima e che ci hanno portato a questa situazione può reggere in campagna elettorale o durante la cosiddetta luna di miele del neo governo. Dopo il fallimento e l’abbandono del Sud da parte dei governi di centro sinistra ora è il momento della verità e del vedere le carte dell’effettivo cambiamento.