L'ANALISI. Regionali: quando si voterà? E con quali partiti o alleanze?

L'ANALISI. Regionali: quando si voterà? E con quali partiti o alleanze?

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Quindi, Roberto Occhiuto. Lo ha prescelto Berlusconi per riconquistare la Regione Calabria targandola nuovamente Forza Italia. E’ deputato di Fi e fratello di Mario Occhiuto, sindaco uscente di Cosenza. Gli Occhiuto sono antichi signori delle preferenze. Né Salvini potrà bloccarlo come fece con Mario bloccandolo con un veto della Lega, circostanza che aprì alla candidatura di Jole Santelli che purtroppo non ha potuto concludere il mandato. La Calabria nell’ultima spartizione tra i capi nazionali del Cdx era toccata a Fi. Scomparsa la Santelli Berlusconi la rivuole.

Insomma, le carte fondamentali sono (anzi sarebbero) tutte sul tavolo e si potrebbe andare alla partita.
Cdx Roberto Occhiuto.
Csx Nicola Irto, già indicato dal suo partito (è stato il più votato in Calabria con oltre 12mila voti).
Infine, in un quadro più complesso, De Magistris con Tansi (che alle scorse regionali si candidò sia come Presidente che come consigliere regionale a Cosenza) senza però vincere da nessuna parte. De Magistris, sindaco di Napoli da 10 anni, quindi non rieleggibile e in cerca di collocazione, ha fatto un accordo con Tansi (anzi, pare glielo abbia proposto lo stesso Tansi, fallito l'aggancio dei 5s che aveva tentato) che vede il sindaco di Napoli candidato Presidente della Regione e Tansi al Consiglio, per poi occupare la poltrona di Presidente del Consiglio. E se l’aggregazione arriva terza come lasciano (al momento) immaginare i primi sondaggi? Il candidato presidente, cioè De Magistris se ne torna a Napoli e Tansi fa il Consigliere regionale. Ameno che… A meno che De Magistris oltre a fare il candidato presidente non si candidi anche in lista come consigliere regionale a Catanzaro: in questo caso avrebbe buone probabilità di essere eletto consigliere lasciando a casa Tansi. Non si sa se sul punto sono intervenuti accordi tra i due e come si farà per farli rispettare. Ma la questione riguarda Tansi e De Magistris.

Tutto pronto, quindi, per il via all’inizio della gara?
Sembra proprio di no perché è ancora in aria la data del voto. La legge impone lo impone entro 60 giorni dalla morte o dall’impedimento del presidente. Ma la data è già stata già sfondata. Dalla scomparsa della Santelli sono già passati 120 giorni. Un primo rinvio è stato deciso dal Governo per il covid. Si dovrebbe votare l’11 aprile. Ma abbiamo ancora nelle orecchie il drammatico discorso di Mattarella che ha chiarito l’impossibilità di votare in Italia perché c’è il virus in agguato. Né si capisce chi potrebbe spingere per il voto l’11 aprile assumendosi la responsabilità di morti per Covid e di un possibile allargamento della pandemia in Calabria. In Italia no e in Calabria sì? E ancora: nelle grandi città - Roma, Torino, Napoli e via elencando - in cui è previsto il voto è sicuro che si andrà a votare? Pare di no.

Tutto dipenderà dallo svolgimento della pandemia. Ma sarà possibile un voto con zero possibilità o quasi di comizi, tavole rotonde, riunioni, dibattiti, cioè il respiro della democrazia? Si possono tenere lontani dalle urne tutti i cittadini a rischio perché anziani o con patologie preesistenti che, quindi, col voto rischiano la vità? E’ il vaccino, secondo gli esperti, che ci toglierà dall’incubo. Ma è difficile immaginare che da qui a 50/60 giorni la vaccinazione in Calabria (siamo al momento gli ultimi per capacità di usare i vaccini già ricevuti) sarà stata tanto ampia da ridurre drasticamente i rischi del contagio.
Insomma, a occhio e croce, tranne repentine modificazioni del quadro epidemico, è difficile immaginare che in Italia e in Calabria si voti prima della prossima estate.

Di fronte a queste complicazioni non tutti gli attuali schieramenti politici – purtroppo - sono uguali: ci sono avvantaggiati e svantaggiati. Il Cdx, per esempio, ci rimette. Più il voto calabrese si allontana peggio è per il Cdx che non potrà utilizzare con pienezza il ricordo e l’emozione per la scomparsa della Santelli. Inoltre, il Cdx registra ancora una buona unità. Sarà ancora così tra qualche mese?
Il Csx avrà vantaggi, invece. Il Csx non è ancora riuscito a fare i conti i conti con la sconfitta e a ricomporre le sue fratture. Si fosse votato a norma, cioè prima di Natale, avrebbe pagato un prezzo altissimo. E’ probabile che i rinvii lo aiutino a riorganizzarsi dopo la scoppola ricevuta. Anche se non è detto, viste le ferite ancora in gra parte aperte dopo il disastro del precedente appuntamento elettorale.
Infine il raggruppamento De Magistris-Tansi. Fosse dipeso da loro avrebbero avuto interesse a votare ieri e anche prima. Il quadro politico calabrese in questo momento è mosso e disorientato. Un blitz potrebbe perfino risultare vittorioso.

Ma in futuro, come andranno le cose non si sa.
E’ proprio questo il punto centrale che viene ignorato con sospetta energia. Le considerazioni fin qui svolte, se si dovesse votare domani, sarebbero perfette. Ma domani o l’11 aprile è difficile si voti.

La domanda centrale è: cosa accadrà intanto?
In Italia col governo Draghi è stata sdoganata la Terza Repubblica e nessuno sa con esattezza quali sconvolgimenti politici determinerà il nuovo governo. Draghi significa che il paese è allo sbando, incapace di reggere per la fragilità dei suoi assetti istituzionali. Draghi corre al capezzale del paese perché la politica italiana s’è dimostrata incapace di affrontare il groviglio di problemi che ci stavano già prima del covid spingendo al fondo e che col covid sono esplosi in un quadro drasticamente peggiorato e sconvolto dalla più grave crisi dell’ultimo secolo.

Quali partiti reggeranno e ci saranno ancora e quali no da ora a qualche mese? Il Cdx sarà ancora unito come ora o è destinato a dissolversi? Forza Italia tornerà a crescere? Sarà ancora possibile, al di là di quel che si dice ora, che si unisca alle elezioni alla Meloni?

E il Csx che abbiamo fin qui conosciuto sarà alleato ancora dei 5s sia a Roma che in Calabria ammesso e non concesso che i 5s supereranno la crisi che stanno attraversando senza cedere una parte grade del proprio elettorato spingendolo verso e oltre la destra della Meloni o verso l’astensionismo? E Renzi sparirà del tutto o tornerà a crescere insieme ad altri pezzi delle culture liberaldemocratiche che esistono nel paese?

E qui, dove per ora mi fermo, pongo la domanda: se si andrà a votare per la regione, com’è probabile, dopo un tratto dello svolgersi della Terza Repubblica innescata da Mattarella e Draghi, quali saranno le risposte dei calabresi, sempre molto sensibili a quel che accade a Roma quando votano, e come impatteranno sulla vecchia struttura dei partiti?