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LO SCAMBIO. Santelli a Oliverio: collaboro e mi riconosci l'opposizione esclusiva. VARANO

LO SCAMBIO. Santelli a Oliverio: collaboro e mi riconosci l'opposizione esclusiva. VARANO

sant      di ALDO VARANO - La lettera di Iole Santelli a

Mario Oliverio, in prima lettura, sembra soltanto una meritoria e apprezzabile proposta di collaborazione, da ruoli distinti come impone la democrazia. Benissimo. Ma a legger meglio si scopre che la lettera di Fi va molto oltre. Non si limita ad avanzare una correttissima proposta ma pianta paletti e, di fatto, interviene direttamente nello volgimento della vicenda politica di queste ore. Vediamo perché.

PREMESSA. Le opposizioni in Consiglio sono due. Distinte ma figlie di un’unica area politica, il Cdx. Logica vorrebbe che le due opposizioni trovassero un accordo per essere più incisive e per meglio controllare e/o condizionare la maggioranza di Oliverio e dare così un contributo importante alla Calabria. La logica politica avrebbe imposto alla Santelli, titolare del raggruppamento più forte, e prima di interloquire con Oliverio, di lavorare e un rassemblement delle opposizioni.

UNO. La lettera della Santelli, invece, fin dall’inizio si preoccupa di ricordare ad Oliverio che tra le forze di opposizione Fi è “il partito con i maggiori consensi e la maggiore rappresentanza”. Non è un richiamo retorico. E’ la richiesta di considerare Fi la vera opposizione in Consiglio. L’avvertimento entra (è un diritto di Fi decidere le proprie mosse) a gamba tesa nelle scelte delle prossime ore: presidenza del Consiglio, l’ufficio di presidenza, le Commissioni di garanzia e tutto il resto. Le caselle le copre la maggioranza o quale delle due opposizioni? Il segnale della Santelli è netto: l’opposizione siamo noi. Gli altri, nella sua lettera, neanche esistono. La leader di Fi, con finezza, non “sporca” la sua proposta con richieste che possano sembrare di potere. Di più, sarebbe ingiusto immaginare che il potere sia il suo obiettivo. Fi vuole bloccare qualsiasi possibile accordo, anche solo istituzionale, tra maggioranza e opposizioni diverse da Fi. E’ consapevole che il riconoscimento della maggioranza offrirebbe all’opposizione scelta la credibilità che non è arrivata dal voto e funzionerebbe da assist a un Cdx che non riesce ad articolare un progetto credibile unitario. Strappare il riconoscimento di unica opposizione potrebbe contenere, almeno in Calabria, la possibile emorragia di Fi che s’annuncia, specie dopo il bidone rifilato alla signora Ferro.

Csx, Pd e Oliverio hanno fin qui dato l’impressione di voler procedere, pur nella salvaguardia dei diritti delle opposizioni (plurale) a gestire autonomamente l’intera partita politica. La Santelli non sembra intervenire su questo punto. Vuole solo affermare che l’opposizione è Fi. Dietro la pretesa/richiesta appaiono due punti: 1) tra gli spezzoni del Cdx calabrese non si profila alcuna ricomposizione; e 2) il riconoscimento di più opposizioni infragilisce ancor di più il berlusconismo.

DUE. Sui numeri la Santelli ha ragione. Ma ha il sospetto che la parte che lei rappresenta potrebbe venire giudicata dal Csx politicamente delegittimata a proporsi come “opposizione costruttiva” perché espressione organica del quinquennio Scopelliti che tutti fanno a gara per ammucchiarlo tra gli scarti perché (a ragione o a torto) giudicato il disastro del nostro presente (ciliegina: il miliardo europeo bruciato per diffusa incapacità politico-burocratica e assenza di prestigio). La Santelli sembra saperlo. Ma reagisce, con geniale spregiudicatezza, sostenendo che “Si tratta di prendere coscienza che negli ultimi dieci anni la Calabria ha accusato notevoli ritardi”. Dieci anni: quindi Scopelliti, ma anche Loiero. Come dire: ok, Scopelliti è stato un disastro ma voi c’avevate messo il carico di Loiero. Salva Chiaravalloti per non fare 10 a 5. Ma l’equiparazione tra Scopelliti e Loiero è difficile da accettare (nonostante gli scazzi tra Loiero e una parte del Csx).

TRE. Ha possibilità di successo il piano Santelli che offre collaborazione in cambio dell’esclusiva sull’opposizione? Si vedrà. Intanto, sia pure a denti stretti, è il riconoscimento di un fallimento storico che consegna ad Oliverio una regione disastrata. Secondo, si prende atto che una legge elettorale e regole arruffone e furbastre (volute prima di tutto dal Cdx che l’incolpevole Santelli si ritrova a dirigere) hanno tolto potere perfino all’opposizione non più in grado di definire una linea limpida e autonoma (cioè indipendente dalla maggioranza). E questo, oltre che un problema della Santelli e di Gentile, è anche un problema di Oliverio e Magorno che saranno costretti ad assumersi per intero la responsabilità che gli è arrivata dai calabresi che hanno votato.