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L'ANALISI. Pd, la botta di Lamezia e la pace di plastica di Magorno

L'ANALISI. Pd, la botta di Lamezia e la pace di plastica di Magorno

Sonni   di RICCARDO TRIPEPI -

Non perde occasione di mostrarsi allo sbando il Pd calabrese. Tanto più nelle occasioni ufficiali, assemblee o direzioni regionali, ostenta unità e sicurezza, tanto più nella gestione ordinaria e concreta dimostra di non avere né guida, né spina dorsale.

Emblematico il caso dello scontro Lanzetta-Oliverio mai uscito, né tantomeno risolto, nelle sede deputate al dibattito per poi deflagrare sugli organi di stampa con inaccettabili accuse reciproche. E con effetti di non poco conto: la giunta ha un assessore in meno rispetto ai piani (Lanzetta) e un assessore (De Gaetano) ampiamento delegittimato dal fuoco di fila che su di lui hanno aperto sia l’ex ministro agli Affari regionale che Graziano Delrio.

Lo schema non è mutato a Lamezia Terme, teatro dell’ultima disfatta democrat. Un partito spaccato da sempre, anche durante la sindacatura Speranza, ha prodotto un cammino di avvicinamento alle primarie totalmente privo di logica. Ad un certo punto stava per scendere in campo quasi un candidato per corrente. Erano arrivati a cinque. Così tanti da mettere a rischio lo stesso svolgimento delle consultazioni. A risolvere la situazione ci ha pensato il segretario Magorno con il solito metodo: rinvio della consultazione e invio di un commissario, nella persona di Pino Soriero.

Del resto Magorno appena sente parlare di primarie perde di lucidità, così come ha fatto l’estate scorsa quando, da renziano, ha servito su un piatto d’argento la vittoria ai bersaniani di Mario Oliverio.

Conta poco, dunque, dire che lo sconfitto è Domenico Richichi o la corrente di Doris Lo Moro che lo ha sostenuto. La vittoria a Tommaso Sonni l’ha consegnata un partito spaccato, logoro e commissariato che non poteva arrivare in condizioni peggiori all’appuntamento con le urne. Non a caso il vincitore Sonni, alla guida della lista civica Città Reattiva, ha indicato proprio nell’arroganza del Pd le ragioni principali della sconfitta.

Il commento di Magorno il giorno dopo è, more solito, ecumenico. Il partito è unito, tutti sono stati preziosi e si va avanti compatti e allegri. “Un saluto particolare rivolgo al candidato del Pd Enzo Richichi che rappresenta per noi, comunque una risorsa importante e che darà, certamente un contributo importante alla decisiva sfida delle elezioni amministrative – dice Magorno - Non da ultimo desidero sottolineare con gratitudine il lavoro svolto da Pino Soriero come commissario di garanzia in occasione di queste primarie e per il ruolo di riferimento che continuerà a svolgere nell'elaborazione delle liste e dei programmi della nostra coalizione. Andiamo avanti - conclude Magorno - consapevoli di essere una forza politica matura e responsabile, capace di confrontarsi attraverso lo strumento democratico delle primarie e parte determinante di una coalizione di centrosinistra, unita, che anche a Lamezia vuole confermarsi come forza capace di buon governo e di cambiamento».

Neanche questa sconfitta bruciante, insomma, scalfisce la pax di plastica dei democrat calabresi.