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L'ANALISI. Fronte del Sud

L'ANALISI. Fronte del Sud

il sud   di FILIPPO VELTRI -

 Al netto delle assenze – più o meno giustificate – la riunione di Potenza dei Governatori del Sud segna un deciso passo in avanti nella strategia di creare un vero e proprio Laboratorio Sud, cioè un tavolo permanente tra i presidenti delle Regioni meridionali in vista delle scadenze, ormai imminenti, e delle promesse fatte dal Governo e da Renzi in persona.

Non deve, infatti, sfuggire a nessuno che il Fronte del Sud èormai aperto ed é diventato il vero problema che si trova davanti l’Esecutivo, fatte salve le note questioni dell’immigrazione e delle riforme istituzionali. Nessuno potrà fare finta che il problema non esiste più, o che è stato dimensionato a sottoemergenza, vista anche l’ampiezza che da settimane e settimane la grande stampa sta riponendo al problema sud (per ultimo il settimanale l’Espresso).

Ovviamente questo Fronte del Sud e’ cosa ottima se non sarà la tattica di una stagione, o manovra elettorale, ma soprattutto se non si tradurrà nella solita manciata di benefici a pioggia. La riunione di Potenza promossa dalla Cgil in questo senso lascia ben sperare: presenti, assenti e virtuali non hanno mai fatto balenare il ritorno ad antiche pratiche, che hanno disancorato il Mezzogiorno d’Italia dal resto del Paese e dell’Europa, accentuando le divaricazioni e il senso d’abbandono di questa parte d’Italia.

I Governatori del Sud, in particolare il presidente della Regione Calabria Oliverio, hanno messo in luce come il vero problema accanto a quello del lavoro sia quello delle infrastrutture e le critiche più o meno velate al Governo in tal senso sono ormai pane quotidiano. Chiacchiere e promesse hanno fatto il loro tempo e l’avvicinarsi del magnificato Masterplan rende la discussione sempre più stringente.

Prendiamo, ad esempio, il nodo dei trasporti in Calabria: il ministro Delrio ha preso solenni impegni una settimana fa con Oliverio. Entro la fine dell'anno, al massimo per il mese di gennaio, la Calabria approverà il piano regionale dei trasporti e nel nuovo Piano dei trasporti sarà definito anche il ruolo delle Ferrovie della Calabria, perché' il trasporto pubblico locale deve essere centrale.

Poi c’è tutto il problema enorme delle statali, in primis la ss 106 che in questa estate si è confermata la strada della morte (18 vittime nel 2015, una vittima ogni 14 giorni, una vera e propria strage di stato). E – ancora - Gioia Tauro, sulla cui competitività anche domenica a Potenza e’ tornato a parlare Oliverio, il quale ha chiesto una cosa ben precisa: gli investimenti sulle infrastrutture al Sud devono entrare nella Legge di Stabilità ed è questo il solo modo per sanare le diseguaglianze storiche, a fianco delle agevolazioni fiscali su cui ha gia’ parlato il ministro Padoan.

All’ inizio dell'autunno la Calabria ha intenzione di organizzare gli Stati generali per il Sud con il presidente del Consiglio Matteo Renzi. Sarebbe cosa buona e giusta che a questo appuntamento tutte le Regioni del Sud possano arrivare con un carico di proposte ben precise, dando così seguito al tavolo inaugurato domenica scorsa a Potenza. E’ l’unico modo per evitare ricette calate dall’alto o improbabili e improponibili scorciatoie romane e per affermare finalmente una capacità autonoma delle classi dirigenti meridionali.