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LA NOTA. FI, Si scatenano i cacciatori di teste. Obiettivo: Jole Santelli

LA NOTA. FI, Si scatenano i cacciatori di teste. Obiettivo: Jole Santelli

salerno   di RICCARDO TRIPEPI -

Si avvicina a grandi passi la resa dei conti finale in Forza Italia. Le ultime decisioni della coordinatrice regionale Jole Santelli hanno finito con lo scontentare tutti e fra sabato e domenica si è scatenato un vero e proprio fuoco incrociato sulla deputata azzurra. In particolare sono stati i consiglieri regionali del partito ad alzare la voce. Prima Ennio Morrone e Giuseppe Graziano per chiedere chiarezza sulla nomina del futuro coordinatore provinciale di Cosenza. Poi è stata la volta di Nazzareno Salerno che ha chiesto alla Santelli le dimissioni.

“Bisogna intervenire e anche subito: la situazione nel partito è devastante, ci sono fratture in tutti i territori. Emblematica è la situazione su Cosenza dove due consiglieri regionali del calibro di Morrone e Graziano sono stati letteralmente costretti a far sentire la loro voce in maniera forte – ha detto Salerno -Non ci sono attività a livello regionale praticamente da un anno a questa parte è tutto fermo. Il vero problema è che non si può fare il coordinatore da Roma svegliandosi di colpo dal letargo per effetto dell'urlo della sirena accesa dal presidente Berlusconi per rinnovare il partito (sostituendo i coordinatori regionali) al centrosud. Un'assemblea regionale non è mai stata convocata – rincara la dose Salerno - nessuna iniziativa degna di rilievo è stata messa in campo. La gestione di Santelli ha isolato Forza Italia chiudendo ogni forma di dialogo con gli altri partiti di centrodestra e l'opposizione alla giunta regionale è solo merito dei consiglieri regionali, non è certamente il frutto di una strategia politica indirizzata dalla coordinatrice e dal partito regionale. La politica è una cosa seria e va fatta in maniera costante. Chi non ha tempo o è impegnato in altri prestigiosi incarichi dovrebbe avere il coraggio di scegliere e rinunciare. Il tempo - conclude Salerno - è scaduto: Santelli si dimetta per il bene di Forza Italia”.

Dichiarazioni al vetriolo che rispecchiano il malessere del gruppo regionale, ma anche di tutta quella grande fetta di ex consiglieri regionali non ricandidati o non rieletti che sono finiti nel dimenticatoio e che pure si stanno riorganizzando.

Abbastanza per convincere il capogruppo Alessandro Nicolò a rompere gli indugi e a convocare per lunedì mattina a palazzo Campanella una riunione dei consiglieri regionali per fare il punto della situazione. Un vertice che potrebbe dare l’ultima spallata alla gestione Santelli.

“Dopo le dichiarazioni dei colleghi Ennio Morrone e Nazzareno Salerno, si rende opportuna, quanto necessaria, una riunione del gruppo consiliare per i giusti approfondimenti   rispetto a quanto esposto dai due esponenti di Fi – spiega Nicolò. Il dibattito politico nel partito si è ormai fatto rovente e sta assumendo una rilevanza tale da non potere mettere oltre la testa sotto la sabbia. Per cui è necessario un colpo di reni ed alto senso di responsabilità per recuperare il primato della politica ispirato ai principi nobili per determinare i giusti equilibri. E’ nostro dovere – conclude Nicolò – mantenere alto il livello del confronto, in un’ottica in cui si vuole costruire la casa dei moderati, facendo crescere la nuova classe dirigente di Fi con una formazione a cascata, non disperdendo le esperienze maturate in questi anni di rappresentanti istituzionali con i quali abbiamo condiviso fino a pochi mesi fa un cammino che ci ha visti impegnati nell’unico intento di rilanciare il partito”.

La discussione oltre che sul tavolo regionale è in pieno svolgimento anche su quello romano dove i consiglieri regionali hanno già fatto filtrare i proprio malumori. Berlusconi e Romani sono alla ricerca di soluzioni e qualcuna, come quella che porta al nome di Antonio Caridi, è già all’esame. In ogni caso prima di ogni decisione si aspetterà l’esito delle verifiche in atto e bisognerà valutare anche le intenzioni stesse della Santelli che pare iniziare ad avere qualche dubbio sull’opportunità di proseguire nel suo incarico.