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Legge di Stabilità: riparte il Sud?

Legge di Stabilità: riparte il Sud?

sud2   di FILIPPO VELTRI -

La cifra che sembra, dunque, destinata al famosissimo Piano per il Sud promesso due mesi fa dal Premier Renzi e’ quella di 10 miliardi. Ovviamente sempre che le parole dette domenica sera dallo stesso Renzi nel salotto di Fabio Fazio in tv saranno confermate dall’ormai imminente Legge di Stabilità, dove non ci sarà invece posto per le pensioni.

La gran parte di questi 10 miliardi sarà racchiuso nell’altrettanto noto dossier sulle Infrastrutture e dunque - per quanto riguarda la Calabria - la Salerno-Reggio, il porto di Gioia Tauro e non è ben chiaro se troverà spazio anche l’Alta velocità ferroviaria fino a Reggio. Nel capitolo 10 miliardi c’e’ poi il nodo degli incentivi alle imprese e delle detassazioni, ancora però in fase nebulosa. L’ipotesi più accreditata resta quella del taglio dell’Ires, ma vedremo meglio e bene nelle prossime ore.

I 10 miliardi di Renzi non sono, in ogni caso, chiacchiere e possono rappresentare qualcosa di concreto nel mare delle eterne promesse mai mantenute nei decenni che ci lasciamo alle spalle. Non sono ovviamente il toccasana ma possono aiutare davvero a far decollare quel dato sul Prodotto Interno Lordo che vede tutte le regioni del Sud in profondo rosso, cioè in recessione, nel periodo 2008-2014. A proposito di tale dato va – per inciso - segnalato come la Calabria sia la regione del Mezzogiorno dove il calo del Pil sia più contenuto rispetto a tutte le altre regioni dell’area meridionale (qualcuno ha fatto notare come, però, era ovvia e scontata questa cifra viste le drammatiche condizioni di partenza calabresi).

Ora ci si attende una partenza a razzo dopo la presentazione in Parlamento della Legge di Stabilità, considerato che le politiche del Sud che ci lasciamo alle spalle nell’ultimo ventennio (cioè del dopo Romano Prodi) hanno configurato uno stato dell’arte in cui troppe teste non hanno mai fatto una strategia (Isaia Sales). Cioè si è assistito ad una frammentazione delle competenze, ad una confusione delle politiche pubbliche e quindi degli strumenti operativi. Non vorremmo che anche stavolta – sulle politiche attive su quei 10 miliardi - si metta in campo una babele di sigle e di ruoli, tra Ministeri, Enti e Dipartimenti che conduca come unico risultato allo stallo o, peggio ancora, alla frammentazione delle decisioni operative.

   Dopo la fine della Cassa del Mezzogiorno solo quel governo Prodi del 1996 seppe dare un autentico impulso alle politiche per il Sud. Poi, appunto, un ventennio da dimenticare ed ora Matteo Renzi ha nelle sue mani la concreta possibilità di svoltare. Lo deve fare anche perché’ – come ha confermato poche sere fa a Catanzaro il Presidente della Regione, Mario Oliverio – il sostegno fattivo alle sue politiche dipenderà appunto dalle politiche che il Governo metterà in campo per la Calabria. Detto in parole povere: se Renzi aiuterà davvero la Calabria, con fatti e non con chiacchiere, saremo tutti renziani (parola di Oliverio). Altrimenti si riapre anche un’altra stagione politica, tutt’altro che facile per Palazzo Chigi.