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PD, Aiello si dimette per salvare Magorno? Sì, no, forse

PD, Aiello si dimette per salvare Magorno? Sì, no, forse

Ernesto-Magorno

  

  

  

  

  

  

  

  

     di RICCARDO TRIPEPI -

Ci sta provando in tutti i modi il segretario del Pd Ernesto Magorno ad evitare la conta di in direzione regionale sulla nomina di Piero Aiello. Già nella serata di domenica i telefonini dei big democrat erano roventi e fioccavano sms in cui si ipotizzava una rinuncia da parte di Ferdinando Aiello alla carica di commissario cittadino di Cosenza, prefigurando la decisione che poi lo stesso parlamentare avrebbe fatto filtrare informalmente nella giornata di ieri animando un’altra giornata di grande passione in casa democrat. Un rincorrersi di indiscrezioni, finito su diversi siti d’informazione, che ha fatto pensare ad una conclusione indolore della vicenda. Tanto che lo stesso segretario provinciale del Pd cosentino, Luigi Guglielmelli, dal suo profilo facebook aveva fatto sapere: “Ho appreso che Ferdinando Aiello ha rinunciato all'incarico di commissario cittadino di Cosenza. Un bel gesto di responsabilità che aiuta il Pd della città di Cosenza ad essere più forte ed unito. Grazie Ferdinando, adesso al lavoro per vincere”.

La nomina di Aiello, che Magorno ha fatto lo scorso 16 ottobre aveva destato un vero e proprio vespaio di polemiche e le proteste stizzite della federazione provinciale che aveva interpretato il gesto come un’invasione e un’intromissione in vista delle elezioni comunali. Una nomina sulla quale si è subito avviato uno scontro senza quartiere all’interno del partito, con l’area dem pronta ad arrivare fino in fondo, convinta di avere i numeri per cassare la decisione di Magorno.

L’atto del segretario, infatti, entro 30 giorni e quindi entro il 15 novembre, così come prevede lo statuto, dovrebbe essere ratificata dalla direzione regionale del partito per rimanere in piedi. La federazione cosentina aveva chiesto più volte al segretario un’anticipazione della data del confronto, senza ottenere alcuna risposta se non un laconico “rispetteremo le regole previste dallo Statuto”. Evidentemente il segretario era convinto (lo è anche adesso?) che i numeri in direzione regionale ci sarebbero stati e che la decisione sarebbe passata agevolmente.

Ed invece è stata l’area dem a dare una precisa dimostrazione di forza attraverso la richiesta di una riunione dell’assemblea regionale per discutere di sanità, anche questa rimasta senza risposta da parte del segretario. La richiesta, però, è stata sottoscritta da 174 componenti dell’assemblea, cifra che costituisce la maggioranza dell’organismo composto da 300 delegati.

Da qui in avanti hanno iniziato a vacillare le certezze dei renziani e del segretario regionale che è stato costretto a ritornare sui suoi passi. Ed è così che da qualche giorno si insiste sull’unica via di fuga possibile: il ritiro di Aiello che sarebbe pure disponibile a prestare soccorso al segretario levandosi di torno con un ritiro che, però, non pare essere soluzione gradita ai big renziani del partito.

Già nella serata di ieri, infatti, fioccavano smentite, sempre informali, sulle reali intenzioni di Aiello in ordine all’accettazione della nomina di commissario. La fuga tentata da Magorno, esperto in materia, non pare essere riuscita o quantomeno è stata rinviata. E le fazioni opposte, pallottoliere alla mano, stanno facendo e rifacendo i conti in vista di una direzione regionale che, se davvero fosse convocata, potrebbe segnare il punto di non ritorno per la gestione Magorno o, comunque, una lacerazione assai difficile da rimarginare.