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LA DESTRA. Reggio futura sparisce ma avverte: il nostro non è il canto del cigno

LA DESTRA. Reggio futura sparisce ma avverte: il nostro non è il canto del cigno

scopelliti   di RICTRIP -

I movimenti in atto nel centrodestra calabrese e reggino sembrano in grado di ridisegnare completamente lo scacchiere di uno schieramento che ha vinto tutto quello che si poteva vincere per un decennio, per poi trovarsi senza una leadership riconosciuta e senza una strategia politica chiara. Le dimissioni di Scopelliti dalla carica di governatore della Calabria hanno segnato il punto di non ritorno per le truppe calabresi del centrodestra. L’implosione del Pdl ha completato l’opera.

A Reggio Calabria, roccaforte scopellitiana, gli effetti sono stati ancora più evidenti. L’ultima sconfitta alle comunali è stata assai cocente e, adesso, anche l’ultimo simbolo di un passato vincente sembra giunto al tramonto. La trasmigrazione dei consiglieri comunali di Reggio Futura verso Forza Italia ha di fatto svuotato una sigla che è stata uno degli emblemi del modello Reggio. E anche l’operazione che sta portando avanti Scopelliti in questi mesi e cioè il rilancio di Alleanza Nazionale (oggi Azione nazionale), al momento, sembra più un’operazione nostalgia che un autentico tentativo di rimanere in pista.

La vera partita in riva allo Stretto è tutta dentro Forza Italia con Alessandro Nicolò da una parte e Antonio Caridi dall’altra che si stanno contendendo leadership e candidature. Outsider Nino Foti e il presidente Raffa ancora in attesa prima di rompere gli indugi. C’è, comunque, chi non vuole mollare e, anzi, rilancia. Convinto che la storia recente non possa essere cancellata con un colpo di spugna. Si tratta del presidente di Reggio Futura Antonello Scagliola che analizza quanto successo nelle ultime settimane e traccia la rotta futura.

“Le ultime vicende relative alla fuoriuscita dei consiglieri comunali – dice Scagliola - mi spingono ad esternare alcune considerazioni relative ai fatti che servono principalmente a fare una definitiva chiarezza relativamente alla vicenda dell’espulsione del consigliere comunale D’Ascoli. Nel merito, abbiamo avuto negli anni passati esperienze simili, dove consiglieri eletti hanno deciso di intraprendere altre strade, stavolta la coerenza ci ha imposto di dovere fare delle scelte dolorose che hanno portato a negare ad un consigliere sia l'uso del logo sia parlare per conto del movimento, strano ma vero che dopo avere preso questa drastica decisione altri due consiglieri hanno deciso in gran fretta di lasciare il Movimento, dimenticando che grazie anche ai voti riportati da una grande squadra si è riusciti a ottenere un risultato straordinario diventando il primo partito della destra reggina e consentire così a lor signori di essere presenti in numero cospicuo al consiglio comunale. Di un iceberg emerge solo una minuscola parte che alle intemperie rischia di scomparire, ma quello che non scompare certamente sono le fondamenta in questo caso rappresentate dalla militanza delle donne e degli uomini che credono in “Reggio Futura” e che ne costituiscono la vera spina dorsale. A fronte di ciò credo che per fare politica seria non occorrono poltrone ma idee e ciò che è successo non è sicuramente il canto del cigno ma è “Reggio Futura 2.0”