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Riparte il Consiglio. E Irto spinge perché le nomine le faccia l’aula

Riparte il Consiglio. E Irto spinge perché le nomine le faccia l’aula

irto   di RICCARDO TRIPEPI -

 Si ricomincia da dove si era interrotto. Il Consiglio regionale che sarà chiamato ad approvare la manovra di assestamento di bilancio è stato rinviato al pomeriggio dal presidente Nicola Irto per consentire lo svolgimento di un nuovo vertice di maggioranza, dopo quello che si è tenuto martedì scorso a Catanzaro.

Allo studio ci sono ancora alcuni correttivi all’assestamento, anche se i margini di correzione sono assai risicati, e soprattutto la definizione delle nomine che sono pure all’ordine del giorno della seduta di Consiglio. Fino ad oggi la prassi ha voluto che le nomine riguardanti la guida degli Enti strumentali e sub regionali venissero effettuati dal presidente dell’Aula insieme all’Ufficio di presidenza dopo una serie di rinvii in Consiglio che fanno scattare i poteri sostitutivi.

Stavolta, però, le cose potrebbero andare diversamente. Intanto perché è stato il presidente Irto a manifestare tale precisa volontà. Nell’ottica di rinnovamento che la guida di palazzo Campanella ha voluto imprimere fin dall’insediamento (pubblicazione dei redditi dei consiglieri on line e trasmissione delle sedute consiliari in streaming), ci sarebbe anche quella di cambiare verso in alcune antiche e logore impostazioni.

L’idea del renziano sembrerebbe aver fatto breccia e già oggi ci potrebbe essere questo segnale di novità anche se non su tutte le nomine. Quelle che l’Aula potrebbe licenziare sono quelle relativa al Corecom e a Fincalabra. Sempre che la pax raggiunta dal partito durante l’ultima riunione dell’assemblea di Falerna sappia tenere anche oggi durante il vertice di maggioranza. Ovviamente trovare una quadra su tali elementi potrebbe blindare definitivamente l’approvazione della manovra di assestamento del Bilancio 2015 e del bilancio pluriennale 2015/2017, l’approvazione del rendiconto generale della Regione, la variazione del Bilancio del Consiglio regionale 2015/2017 e la determinazione delle modalità di ripiano del maggior disavanzo derivante dalle operazioni di accertamento straordinario dei residui attivi e passivi; nonché la proposta di legge di iniziativa della Giunta regionale per il differimento dei termini di conclusione delle procedure di liquidazione o di accorpamento di persone giuridiche, pubbliche o private, previsti da disposizioni di leggi regionali. Tutte delicate questioni che oggi dovranno essere passate in rassegna dal Consiglio regionale.

In particolare con la manovra di assestamento con la quale vengono autorizzate maggiori spese nel triennio 2015-2017 per 124 milioni di euro circa, di cui euro 83,1 milioni nell'anno 2015, si dovrà esaminare la vicenda relativa a Calabria Verde per la quale sono previsti attualmente 19 milioni di euro. E proprio su Calabria Verde sono puntati i riflettori di giornata sia per il momento che sta attraversando la sua guida, sia per la ferma presa di posizione assunta da Carlo Guccione che ha chiesto alla giunta di riferire “sulla grave situazione che si è verificata a causa dello scontro tra la presidenza dell'esecutivo e Calabria Verde sui fondi che erano stati destinati all'acquisto dei mezzi antincendio: 33 milioni di euro di risorse comunitarie della programmazione 2007/2013 che restituiremo sicuramente all'Europa poiché il bando di gara è stato revocato in autotutela. Un fatto grave - aggiunge - che la Giunta regionale non può far finta di ignorare e di cui vanno individuate subito le responsabilità. Ci auguriamo sia solo un unico caso, ma comunque qualcuno deve spiegare quali sono i motivi del mancato utilizzo di questi fondi. Vicende come questa testimoniano come continui a persistere anche per i fondi della nuova programmazione comunitaria 2014/2020, il rischio della perdita e del disimpegno visto che la 'governance' è la stessa che ha gestito il comparto durante la precedente amministrazione Scopelliti ed è la stessa che ha prodotto questa situazione”.