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Il colpo d'ala della Francia: la destra dei Le Pen perde ovunque

Il colpo d'ala della Francia: la destra dei Le Pen perde ovunque

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- Si rialza in piedi la Francia. Gli elettori passano dal 43% del primo turno a circa il 60%. I votanti della settimana scorsa sono quindi aumentati di quasi la metà con un movimento che capovolge la logica tradizionale italiana per cui al secondo turno l’affluenza si abbassa notevolmente. Evidente il messaggio: la Francia non è disponibile a far macchiare la sua storia dai Le Pen accusati di ultranazionalismo e razzismo. Nel momento in cui una parte del paese cede, arrivano rinforzi e cancellano la sensazione che la Francia voglia rimangiarsi la propria storia.

Nessuno dei Le Pen passa. I commentatori, anche italiani, che avevano dato per certo il successo di almeno tre regioni dove erano arrivati in testa la Le Pen, la nipote e il suo compagno, dovranno riscrivere gli articoli che si erano già preparati spiegando che i francesi hanno spazzato via il rischio dell’estrema destra che se si fosse concretato in Francia avrebbe aperto varchi in tutta l’Europa.

Il no è molto più pesante di quello che nel 2002 venne decretato contro il padre della signora Marine al ballottaggio per l'Eliseo.

Insomma, la sconfitta è netta per il Front National, travolto ovunque: spazzate vie le due Le Pen e lo 'stratega' Florian Philippot in Alsazia nonostante il socialista Jean-Pierre Masseret, si sia rifiutato di ritirare la sua ormai inutile candidatura. E proprio da quel collegio emerge il valore della scelta dei socialisti: Masseret è arrivato ultimo come al primo turno, mentre il candidato di centro-destra, grazie ai socialisti, è schizzato di circa 20 punti.

I Republicains di Nicolas Sarkozy, accusato di avere inseguito i voti della Le Pen aprendole la strada al successo della scorsa settimana continua a non convincere e non coinvolgere, forse strapperanno sei regioni ma sono spaccati e alla vigilia di una resa dei conti. I due candidati repubblicani che hanno battuto Marine e Marion, zia e nipote, hanno ringraziato i socialisti per averli votati: un colpo contro Sarkozy che aveva puntato sul “rifiuto di qualsiasi compromesso con le estreme".

Al momento pare che cinque regioni vadano ai socialisti, cinque ai Republicains e tre molto in bilico. Di questi due sembrano più a destra che a sinistra (l'Ile-de-France e la Normandia), per una manciata di voti. Insomma, alla fine potrebbe finire 5 a 7 a favore dei Repubblicani.

Nel silenzio osservato dal presidente Francois Hollande appare grande vincitore il primo ministro Manuel Valls, che c’ha messo la faccia denunciando perfino, in caso di vittoria del Front National il rischio di una deriva da guerra civile.

Tra le sue prime parola dopo il risultato ha scandito: "Nessun sollievo, nessun trionfalismo, nessun messaggio di vittoria", poiché "il pericolo dell'estrema destra non è eliminato. Dobbiamo dimostrare che siamo capaci di restituire la voglia di votare 'per' e non unicamente 'contro'".

Certamente la lezione francese avrà riflessi importanti e significativi nel resto dell’Europa, ma soprattutto nel nostro paese dove molti dentro la nebulosa del Cdx o dei grillini, dovranno rifarsi qualche conto. Ma di questo si dovrà discutere nei prossimi giorni.