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LO SCENARIO. D'Ascola batte Casson 14 a 7 e diventa presidente della Comm/ne Giustizia

LO SCENARIO. D'Ascola batte Casson 14 a 7 e diventa presidente della Comm/ne Giustizia

dascola    di RiCCARDO TRIPEPI

- Va al suo posto il primo tassello dell’intesa Ncd-Pd che dovrebbe blindare il voto sulle riforme al Senato, dove il governo correrà i maggiori rischi. Ieri agli alfaniani calabresi è andata la presidenza della Commissione Giustizia, affidata all’avvocato penalista reggino Nico D’Ascola, come da tempo si vociferava. In realtà la sua elezione non è andata liscia come ci si sarebbe potuto aspettare. D’Ascola diventa presidente alla seconda votazione, con 14 voti contro i 7 del democrat Felice Casson, poi diventato vicepresidente. Su Casson, però, per un momento stavano per convergere i voti dei grillini e dei senatori di Forza Italia, imbufaliti per la defenestrazione di Nitto Palma.

La soddisfazione di D’Ascola

“Questa, verosimilmente, sarà l’ultima Commissione Giustizia del Senato e la mia intenzione, come quella degli altri componenti, è di lavorare sfruttando al massimo le nostre capacità – dice a caldo Nico D’Ascola che vede il suo sogno diventare realtà - Lavoreremo in spirito di assoluta collaborazione ai disegni di legge che rivestono priorità temporale, anche tenendo conto, però, della particolare rilevanza ovvero delle situazioni di urgenza. Ciò a cui tengo particolarmente è la qualità dei testi legislativi.  Sia per  ragioni di rispetto ai cittadini che ne sono destinatari, sia per prevenire dannosi conflitti e controversie interpretative. Questa, verosimilmente, sarà l’ultima Commissione Giustizia del Senato e la mia intenzione, come quella degli altri componenti, è di lavorare sfruttando al massimo le nostre capacità”. 

Il plauso di Arruzzolo

“L’elezione a Presidente della Commissione Giustizia del senatore Nico D’Ascola è motivo di grande soddisfazione – dice il capogruppo di Ncd in Consiglio regionale - Il prof. D’Ascola stimato professionista e studioso, saprà efficacemente interpretare i bisogni di rinnovamento del sistema giudiziario del Paese, lavorando per restituire fiducia ai cittadini ed a quanti si trovano a dover salire i gradini delle Aule di Giustizia senza avere certezza sulla conclusione dei procedimenti. Sul piano squisitamente politico – sottolinea inoltre Arruzzolo – la sua elezione corona un passaggio di coerenza e di impegno cui tutto Ncd guarda con speranza con l’obiettivo di ricostruire un’area moderata dentro cui convergano e vivano i valori profondi della nostra democrazia, del rispetto dell’individuo e della salvaguardia delle garanzie costituzionali”.

Le ripercussioni politiche

La giornata di ieri in Senato conferma la strategia di Renzi che punta sempre di più al partito della Nazione e legittima le ambizioni di Ncd tanto a Roma quanto in Calabria. D’Ascola potrebbe essere il primo passo del progetto che potrebbe vedere diventare sottosegretario Tonino Gentile e ministro per gli Affari regionali Dorina Bianchi. A ulteriore conferma del processo di aggregazione delle due forza che va avanti con il plauso di Renzi. Non solo. Ieri a palazzo Madama tre vicepresidenze di Commissione sono andate ad Ala, il movimento fondato da Denis Verdini che, di fatto, da questo momento diventa organico alla maggioranza. Gli uomini di Denis si sono aggiudicati le vicepresidenze delle commissioni Finanze, Bilancio e Difesa con Eva Longo, Pietro Langella e Giuseppe Compagnone.

Le sirene d’allarme per i “reduci” rimasti in Forza Italia suonano ormai in maniera ininterrotta, mentre la minoranza dem protesta e interroga il premier su eventuali cambi di maggioranza aprendo l’ennesimo fronte interno al Pd.