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CapitaleMessina. Sui rifiuti fallimento totale. E Messina è sempre più sporca e malcurata

CapitaleMessina. Sui rifiuti fallimento totale. E Messina è sempre più sporca e malcurata

rifiuti   di GIOVANNI RANDAZZO*

– (rep) CapitaleMessina è intervenuta varie volte sulla problematica dello smaltimento dei rifiuti nel recente passato, paventando come, senza una linea politica diversa da quella perseguita a livello regionale e locale, si sarebbe potuti arrivare in tempi brevi, ad uno stato d’emergenza senza via d'uscita. E cosi purtroppo è stato.

La situazione oggi è assolutamente drammatica, la Sicilia è letteralmente sommersa dai rifiuti e nonostante questo, c’è ancora chi continua a ritenere che la soluzione del problema possa consistere nell'incrementare la raccolta differenziata. Nel sostenere questa teoria si trascura il fatto che, in ogni caso, il 90% dei rifiuti differenziati è destinato, comunque alle discariche rimaste in esercizio, lasciando il problema in eredità alle future generazioni.

Questo perché in Sicilia manca una qualsiasi filiera del riciclo, cioè quella struttura industriale capace di trasformare i prodotti inorganici (vetro, carta, cartone, plastica, metalli etc.) in materie prime seconde, e di conseguenza i rifiuti differenziati, perlopiù, finiscono in discarica.

Finalmente adesso il Governo Nazionale ha deciso di intervenire direttamente per affrontare il problema, deliberando la realizzazione di due termovalorizzatori in Sicilia, esautorando, di fatto, il Governo regionale.

Questo è il primo atto concreto rispetto a una situazione che è stata gestita in maniera velleitaria e spesso incompetente. Perché questa iniziativa possa dare un risultato nel più breve tempo possibile, evitando che l’emergenza affligga ulteriormente la delicata situazione economica dell’Isola, è però necessario agire conferendo al soggetto attuatore poteri commissariali.

In questa direzione, riteniamo auspicabile nominare un commissario esterno, che crei una struttura tecnico-amministrativa, indipendente da quella regionale, che avvii l’azione, ne controlli l’evoluzione e ne monitori il risultato."

Crediamo, inoltre, necessario realizzare i due termovalorizzatori sfruttando impianti industriali in dismissione, in modo da ridurre i tempi di realizzazione, con tecnologie a impatto ambientale pressoché nullo, e risultato non secondario, limitare la perdita di posti di lavoro.

"Per quanto riguarda i termovalorizzatori, riteniamo utile sfatare alcuni vetusti luoghi comuni. Tali strutture sono presenti in tutte le città europee ed anche del nord Italia, e raramente si sente parlare dell’alto tasso d’inquinamento di città come Zurigo, Stoccolma, Amsterdam o Vienna, nelle quali operano i termovalorizzatori. Oggi i moderni termovalorizzatori a fronte della capacità di bruciare qualsiasi tipo di materiale, non producono fumi, che vengono condensati e quindi trasformati dallo stato gassoso direttamente a quello liquido, senza quindi produrre le tanto temute particelle fini.

Tale processo, consente anche di recuperare, a fine trattamento, i metalli (ferrosi e non) e le ceneri di combustione, ormai inertizzate, che vengono comunemente usate come additivi nei cementi e negli asfalti.

E’ chiaro, però, che con due soli impianti non sarà possibile risolvere la situazione dei rifiuti siciliana; è quindi necessario che a seguito di questo primo intervento che potrebbe assorbire la produzione di rifiuti di metà della popolazione siciliana, si mettano in cantiere altri quattro termovalorizzatori di medie dimensioni per creare un servizio meglio diffuso sul territorio e capace di assorbire anche il trattamento del materiale proveniente dalle discariche esistenti che per essere correttamente bonificate necessiterebbero la completa asportazione di quanto depositato e la riqualifica del sottostante terreno di contatto.

A lato di questa attività industriale i comuni dovrebbero predisporre una raccolta differenziata semplificata, separando l’organico dall’inorganico, evitando di realizzare complicatissimi e costosissimi piani di raccolta differenziata molto spinta che può dare buoni risultati in eco-villaggi, ma meno in città con pretese metropolitane.

I comuni inoltre dovrebbero provvedere ad attivare tutti quei sistemi utili allo smaltimento dei prodotti organici che possono andare dall’incentivazione all’uso di compostiere familiari, condominiali o di quartiere alla realizzazione e alla gestione di impianti di bio-stabilizzazione, ma soprattutto implementare tutte le iniziative che consentano la riduzione della produzione del rifiuto, partendo dall'educazione alla gestione responsabile dei rifiuti, che coinvolga tutti i cittadini, ad iniziare dalle scuole.

Anche per quanto riguarda il livello locale, dobbiamo purtroppo constatare che l'amministrazione Accorinti in campo ambientale (e, ahimè, non solo in quello), si è dimostrata assolutamente inefficace. Prima ha promosso la realizzazione di una discarica (quella di Pace), praticamente in città, in un'area sottoposta a vincolo ambientale, poi si è affidata ad amministratori esterni, privi di qualsiasi retroterra tecnico specialistico, nel frattempo non è riuscita ad attivare l'impianto di biostabilizzazione, praticamente già pronto, e poi, su basi puramente fideistiche, ha continuato a spingere per una raccolta differenziata sempre più selettiva, ma priva di qualsiasi sbocco."

"Infine, a fronte di tariffe tra le più alte in Italia, si chiede ai cittadini di non buttare la spazzatura durante il fine settimana, perché non vi è possibilità di conferimento, ovviamente, in discarica. 

Tutto ciò in una città sempre più sporca e mal curata.

*professore unime,  coordinatore tavolo tematico territorio di CapitaleMessina,