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MESSINA. CapitaleMessina, quattro domande sulla nuova autorità portuale

MESSINA. CapitaleMessina, quattro domande sulla nuova autorità portuale

Messina      di GIANFRANCO SALMERI*

- (rep) Sulla querelle della riforma della portualità italiana, e nello specifico sull'accorpamento dei nostri porti con quelli calabresi, si è sviluppato in queste settimane un interessante dibattito, che sottolinea l'importanza del tema ed anche la vitalità dell'opinione pubblica cittadina.

Non ci riferiamo, naturalmente, ai toni polemici da parte di alcuni esponenti politici, nei quali si intravede la tentazione di trasferire in questo ambito, divergenze maturate in altri contesti. A questo dibattito, CapitaleMessina vorrebbe dare il proprio contributo, laico, non pregiudiziale, sollevando alcuni interrogativi sui vantaggi per il nostro territorio, se esistono, dell'accorpamento con Gioia Tauro.

Innanzitutto, chiediamo su quali presupposti si basa l'assunto che l'apertura del secondo canale di Suez, che probabilmente potrà dare impulso allo sviluppo del porto di Gioia Tauro, creerà nuove opportunità di crescita economica anche per i porti messinesi.

Seconda domanda, se il porto commerciale di Gioia Tauro continua a rimanere piattaforma transhipment (porto di transito) e non gateway (porto di smistamento), come si integra in questo sistema il porto di Messina e con quali vantaggi?

Inoltre, come è ovvio all'interno dello stesso sistema portuale le vocazioni e le esigenze dei singoli porti saranno armonizzate e specializzate, non c'è il rischio che Messina e Catania, appartenendo a due distinte Autorità Portuali, entrino in competizione sugli stessi segmenti commerciali, per esempio il crocierismo?

Quarta ed ultima domanda: se è vero, come sembra, che i porti più produttivi, dal punto di vista economico del futuro sistema, quelli con i bilanci più sani, sono quelli di Messina e Milazzo, visto che l'Autorità Portuale dal 2017 avrà un unico bilancio, cosa ci garantisce che i soldi provenienti dai bilanci attivi dei porti messinesi verranno spesi nel nostro territorio per rendere gli stessi maggiormente competitivi ma invece a pagare, per esempio i vari costi del porti calabresi in deficit?

Crediamo necessario che chi ha competenza sulla materia - e vede come una grande opportunità per la crescita economica del nostro territorio la nuova configurazione dell'Autorità Portuale che ricomprende Messina - chiarisca questi interrogativi che noi riteniamo cruciali, per un approccio razionale e non ideologico all'argomento.

I messinesi infatti vorrebbero essere persuasi, e se lo augurano, che l'accorpamento con Gioia Tauro sia la scelta migliore per i nostri territori e non invece una vittoria di Pirro.

Portavoce di CapitaleMessina