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Arriva Mattarella, il Presidente che rilancia i diritti costituzionali del Sud

Arriva Mattarella, il Presidente che rilancia i diritti costituzionali del Sud
mattarella   di FILIPPO VELTRI
- Tra poche ore arriverà in Calabria il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ed è inutile, oltreché’ dannoso, cercare di fare al Capo dello Stato la tradizionale letterina sulla Calabria di oggi. Un chiaro e uno scuro troppo evidente perché’ il Presidente non se ne accorga, anche nella fugacità della sua visita istituzionale alla Cittadella della Regione.            
 

Piuttosto e’ interessante quel che egli dirà sulla situazione del Mezzogiorno intero e della Calabria al suo interno, già al centro di almeno due importanti discorsi pronunciati da Mattarella nel corso del suo primo anno di presidenza.

 

Ci riferiamo al tradizionale messaggio di fine anno e – ancor prima - al suo primo discorso a Montecitorio, nel febbraio del 2015. E’ opportuno ed utile notare e sottolineare come questo Presidente così schivo e fuori dalle liturgie della politica-spettacolo quando parla del Sud dica cose di importanza capitale. Non a caso è un siciliano…

 

Nel gran mare delle mega discussioni italiane su riforme e quant’altro rischia, infatti, di passare in secondo piano uno degli aspetti più importanti delle parole pronunciate da Mattarella in questi primi 365 giorni: il Presidente ha radicalmente cambiato l’approccio con il quale si suole leggere e descrivere il Sud, riaprendo invece l’approccio del ‘meridionalismo dei diritti costituzionali’.

 

Cosa ha fatto Mattarella? Ha tenuto assieme i corni di un vecchio dilemma in parte rovesciandolo. Siamo stati, infatti, abituati ad un meridionalismo che ha costruito sulle colpe delle classi dirigenti meridionali tutto l’‘asse della sua analisi. Siete così – detto in soldoni è questo il pensiero dominante - esclusivamente per l’incapacità, l’inettitudine, la perversione, l’affarismo, per finire alla contiguità con le mafie, delle vostre classi dirigenti. Politiche, e non solo.

 

Ora e’ di tutta evidenza che trattasi di una verità, indiscutibile. Ma non è tutta la verità.

 

E’ una parte importante che non deve mettere in secondo piano l’altro aspetto della questione meridionale, e cioè che nessuna realtà arretrata ce la fa da sola ed é quindi necessario che ci siano dall’esterno dei momenti d’aiuto, tenendo conto che ci sono condizioni inaccettabili sulle quali – al di là ed oltre le ovvie responsabilità di quelle classi dirigenti locali – e’ dovere dello stato intervenire. Sergio Mattarella quando parla di diritti che una parte d’Italia li sta perdendo questo ci dice ed e’ un’autentica rivoluzione nel dibattito sulla questione meridionale.

 

La sottile linea di distinguo tra queste due diverse opzioni al modo con il quale si affronta la questione Sud nel nostro paese è decisiva perché’ apre possibilità nuove nella stessa responsabilizzazione delle classi dirigenti meridionali e perché’ non assolve tout court quelle nazionali. Il richiamo continuo del Presidente ai diritti della Costituzione e al suo riconoscimento a tutti pone, infatti, grandi problemi anche all’azione di governo, di questo Governo in carica, come dei precedenti.

 

In parole povere: lo sperpero o il non uso dei fondi dell’Unione Europea da parte di alcune regioni meridionali – come la Calabria – può portare ad esempio al taglio del cofinanziamento ai fondi comunitari da parte del Governo con il rischio che al danno si aggiunga la beffa? Gli esempi si potrebbero sprecare ma e’ sul punto tutto politico che e’ bene fermarsi: una nuova responsabilità delle classi dirigenti meridionali la si innesta e la si fa vivere solo se – parole sempre di Mattarella – non ci si scorda mai che ci sono nelle nostre terre ingiustizie sociali e territoriali e combatterle e sanarle e’ un dovere costituzionale.

 

Si apre, appunto, quel meridionalismo dei diritti costituzionali che spazza via quello economico-moralista e anche quello dell’utilità (cioè: aiutiamo il sud che così conviene a tutto il paese). Lo aiutiamo perché’ ci sta scritto nella nostra Carta Costituzionale. Che garantisce a tutti i cittadini dei diritti ben precisi a prescindere dal luogo in cui vive. In questa lezione di Mattarella ci può stare l’avvio di un nuovo corso del Mezzogiorno d’Italia e vedremo come il Presidente intenderà approfondire il suo credo nella sua visita a Catanzaro.