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IL RETROSCENA. Ma la rivoluzione rosa a Reggio (forse) non ha funzionato

IL RETROSCENA. Ma la rivoluzione rosa a Reggio (forse) non ha funzionato

giunta   di RICCARDO TRIPEPI

- Le quote rosa al Comune di Reggio Calabria non hanno funzionato. Dopo i mesi passati a fare le proporzioni per capire quante donne dovessero entrare nell’esecutivo, le scelte fatte dal primo cittadino Giuseppe Falcomatà non appaiono aver raggiunto gli obiettivi sperati. Tanto che lo stesso Falcomatà ha iniziato una seria riflessione sulla questione insieme alla sua maggioranza. Patrizia Nardi alla Cultura e Fortunata Neto alle Attività produttive non sembrano aver lasciato il segno nei rispettivi ambiti di competenza. La prima anche per ragioni logistiche che la portano spesso fuori città, mentre la seconda non ha mai fatto scattare la “scintilla” con i componenti della maggioranza. In ogni caso il sindaco si aspettava un valore aggiunto dalle quote rose che non è arrivato.

A complicare il quadro adesso l’esplodere del caso legato ad Agata Quattrone, assessore allo Sviluppo Urbano e alla Smart City che è rimasta invischiata in una polemica relativa all’affidamento da parte del Comune di un incarico professionale da 190mila euro ad una società romana per eseguire lo studio di fattibilità di un progetto di mobilità sostenibile. Il problema, secondo quanto sostenuto dalle destre in Consiglio e fuori, è che la Quattrone sarebbe (o sarebbe stata) consulente di una società che detiene azioni in quella che ha ottenuto l’incarico. Ad onor del vero anche nel caso della Quattrone da tempo in maggioranza si era segnalato il problema relativo alla presenza con il contagocce della stessa a palazzo San Giorgio, anche a causa degli impegni lavorativi romani. Adesso questa nuova questione ha aumentato le difficoltà di Falcomatà che pure fin qui ha difeso l’assessore e che sostituendola sembrerebbe cedere alle accuse dei partiti di centrodestra che ne chiedono le immediate dimissioni.

Insomma per il sindaco si tratta di far fronte alla prima mini-crisi che dovrebbe portare al primo rimpasto della sua gestione. Nell’occhio del ciclone proprio le donne che lo stesso aveva scelto con un cambio che potrebbe riguardare tutti e tre gli assessori sopra nominati, ma sicuramente due, nel caso che Falcomatà decidesse di tenere duro sul nome di Agata Quattrone. L’unica sicura del fatto suo e del posto in giunta è Angela Marcianò che ai Lavori Pubblici sta facendo un lavoro che soddisfa in pieno il primo cittadino.

Ci sarà comunque da aspettare ancora qualche tempo. Falcomatà non vuole fare passi affrettati e soprattutto prendere decisioni mentre è in atto un polverone mediatico. Il passaggio però si dovrà compiere e il primo cittadino sarà impegnato in un nuovo confronto con i partiti e anche con quel Pd che, fino al momento, pare aver trascurato. Il partito che si avvia al congresso provinciale che dovrà preparare la successione del segretario Sebi Romeo, ormai da tempo consigliere regionale, vivrà un momento nevralgico considerata anche l’uscita dai giochi di Nino De Gaetano che è stato spesse determinante nelle precedenti verifiche interne. Il rimpasto a palazzo San Giorgio e la necessità di provare a prendersi il partito reggino, anche in vista di contare di più in quello regionale, saranno i prossimi e fondamentali esami per il primo cittadino di Reggio dovrà affrontare.