Direttore: Aldo Varano    

E’ possibile una Silicon calabrese?

E’ possibile una Silicon calabrese?

silicon valley   

- Cambiare narrazione, puntando su una decisa inversione di rotta e proseguendo su un cammino virtuoso:  questo è stato “Calabria Digitale”, una giornata di studi e confronto svoltasi alcune settimane fa a Bruxelles. Un incontro in cui la Calabria dell’innovazione, delle startup e delle eccellenze digitali si è confrontata con le istituzioni europee e regionali, per fare il punto sullo stato dell’arte nel mondo dell’innovazione calabrese, sottolineando i punti di forza e ragionando su come colmare le debolezze di un sistema che vede al suo interno importanti eccellenze che hanno necessità di essere sostenuto.

  Anche in tema di competitività e innovazione – cosi’ come lo e’ per la cultura - la Puglia è una giuntura, con una sua consistenza che mantiene il Mezzogiorno agganciato al resto dell’organismo italiano. Di fatto, prova ad impedire che il Sud sprofondi. “Il Sole 24 Ore”  ha chiesto alla Svimez elaborazioni ad hoc sulla Puglia e secondo lo studio gli investimenti pubblici in innovazione sono saliti dal 3,1 del totale nazionale del 2002 al 3,4 di oggi, mentre il personale addetto a ricerca e sviluppo nelle imprese private è passato dal 14% del totale meridionale e dall’1,37% del totale nazionale del 2002 rispettivamente al 19,78% e all’1,83% di oggi.

Fin qui la Puglia, dunque. E noi? Che facciamo? Che possiamo fare? Si puo’ anche da noi pensare ad una sorta di Silicon calabrese, come fatto non solo in Puglia ma anche dalle parti di Trieste, dove tra startup e ricerca e’ in atto un progetto da 9 milioni targato Microsoft? E come la programmazione del nuovo Por puo’ intervenire, aiutare e facilitare questo processo?

Paolo Praticò, Direttore generale del settore Programmazione della Regione Calabria,  risponde cosi’: ‘’Le risorse pubbliche non sono le sole determinanti per questo tipo di impresa, in quanto non sono ingenti le risorse finanziare necessarie per avviare e far crescere le start up.In questo senso l'importanza degli incubatori. Un modello degli incubatori diffusi basati sull’incontro di soggetti diversi: giovani creativi, università e finanziatori pubblici e privati con altrettanti fattori: spazi fisici, competenze e risorse economiche è un tassello importante del sistema. L’incubatore Technest dell’Unical è una buona esperienza.Le politiche in materia di ricerca e innovazione sono forse le politiche più difficili da implementare negli attuali sistemi economici. Sussistono infatti numerose condizioni che possono determinare il fallimento delle azioni intraprese, soprattutto nelle regioni europee meno sviluppate, dove la necessità di ricerca e innovazione è maggiore, ma il contesto strutturale è più fragile. Le politiche ricerca e sviluppo forniscono dei risultati solo sul medio/lungo periodo, ma la coerenza della politica nel corso del tempo è di cruciale importanza. Si inserisce qui anche il discorso sull’agenzia dell’innovazione. E’ necessaria? Non si può dare una risposta in assoluto. Se snella, ricca di competenze, capace di favorire il coordinamento dei progetti e dei soggetti, capace di aprire la regione verso l’esterno, si’. Altrimenti meglio continuare così.In generale, l’impiego dei Fondi Strutturali per il periodo di programmazione 2014-2020 dovrà rispondere in Calabria a due forti criticità: alle grandi e generalizzate aspettative di un impiego efficiente dell’investimento pubblico si sovrappone infatti il forte desiderio che le politiche in materia di ricerca e innovazione producano un impatto decisivo sullo sviluppo. E in ogni caso, l'Amministrazione deve definire progettazione delle politiche, non ci si può improvvisare come peraltro è stato fatto in maniera sbagliata nel passato. Abbiamo bisogno di politiche che siano in grado di reggere rispetto alla tendenze centrifughe degli attori, al rischio di creazione e sfruttamento di rendite’’.

  Il mondo delle startup calabrese e’, comunque, assai vivo, soprattutto nell’area di Arcavacata, ma bisogna sostenerlo per fargli fare quel salto di qualità atteso da tempo.  Molte oggi sono le imprese innovative calabresi: su tutti Giuseppe Naccarato, di ViaggiArt, premiata come migliore azienda turistica d’Italia da Confcommercio, oggi in prestigiosa collaborazione con l’Ansa per un portale di viaggi (presentato in grande stile in una conferenza stampa con il direttore dell’Ansa, Luigi Contu),  sottolinea la necessità di avere dati aggiornati su presenze e servizi per potere migliorare l’offerta turistica; Massimo Ruffolo di Altilia si sofferma sulla necessità di avere un forte sostegno nei processi di internazionalizzazione e funding per lo scale-up aziendale.

  E poi tante altre richieste di un mondo che esiste ma che non e’ chiaro come possa entrare a pieno titolo in un progetto politico di piu’ ampio respiro, per far si’ che anche da noi possano ripetersi le buone azioni di Puglia e Trieste, ma anche le belle cose fatte in Abruzzo, che con i fondi europei ha creato una finanziaria regionale che in due anni con somme importanti ha sostenuto decine di startup. O persino nel Lazio che ha annunciato un investimento di 100 milioni di euro entro il 2020. Esempi, insomma, che qualcosa si muove anche da noi. In Calabria attendiamo speranzosi l’avvio concreto della programmazione europea.