Perché il Pd in Calabria non riesce più a vincere?

Perché il Pd in Calabria non riesce più a vincere?
imo La conclusione delle amministrative ha modificato il quadro politico in Calabria e rischia di togliere credibilità anche alle aspettative dei calabresi facendo venir meno la necessaria spinta vitale senza cui tutti i progetti sono destinati a infrangersi.

Alla sconfitta secca di Cosenza, accantonata senza tante discussioni nella speranza di poterne discutere in modo meno doloroso dopo la rivincita di Crotone, ha fatto seguito un altro durissimo colpo che indebolisce il Pd e l’intero Csx.

Una doppietta micidiale che arriva dopo altre pagine tutte di segno negativo: Lamezia, Vibo, Gioia Tauro...

Il presidente Oliverio, titolare di una straordinaria vittoria elettorale, strappata nel momento alto del trionfo renziano, vede via via affievolirsi la presa del Csx e del suo partito sulla Calabria. Guai a pensare che sia un dato marginale. Il Governatore calabrese opera oggi in una regione dove 4 delle cinque città capoluogo sono in mano ai suoi avversari: Catanzaro, Cosenza, Crotone, Vibo. Reggio è l’unica eccezione, vinta dal Csx nel momento in cui il renzismo ha esercitato il suo massimo splendore creando un clima di grandi speranze.

Ma l'involuzione è particolarmente inquietante perché è in pieno svolgimento una crisi gravissima del Cdx nazionale che nella stessa Calabria è diviso e appare privo di una strategia credibile e alternativa.

La domanda è inevitabile: perché il Pd non riesce ad approfittarne? Perché non riesce più a vincere?

E, si badi bene, non ci riesce nonostante la crisi del Cdx si consumi in una terra in cui le performance del M5s, al di fuori delle politiche del 2013 vinte non dai grillini calabresi ma dalla ventata populista nazionale, sono fin qui state modeste e irrilevanti.

La conquista del potere regionale, com’è accaduto a Chiaravalloti, Loiero e Scopelliti è necessariamente destinata a segnare l’involuzione e l’arretramento delle forze che hanno vinto? E' questo il male oscuro e la maledizione della Calabria?

Perché il Pd non ha alcuna forza di attrazione nei confronti dei mondi politici in crisi e anzi continua a perdere anche pezzi che lo avevano scelto di fronte al conclusione dell’esperienza di Scopelliti?

Al consumarsi di ogni nuovo disastro il popolo Pd e l’opinione pubblica vengono informati di prossimi straordinari rivolgimenti positivi e discussioni ampie, chiarificatrici e rigeneratrici. Ma poi non succede mai nulla: nel Consiglio ognuno si tiene il suo gruppettino con fantasiose sigle per piccoli vantaggi che impediscono e mortificano un grande segnale di rilancio ai calabresi. Gli organismi del Pd sono surrogati da incontri e interventi resi indispensabili dall’incapacità di prendere in Calabria qualsiasi decisione. Perfino i segretari delle federazioni sono spesso incompatibili e abusivi, in carica provvisoriamente da sempre. Può creare passione una cosa così?

Eppure non dovrebbe essere difficile capire che non sarà possibile la realizzazione di alcuna strategia di ripresa della Calabria senza una mobilitazione organizzata capace di costruire un consenso crescente. Il punto vero, il male del Pd è che continua ad essere una confederazione di gruppi organizzati con piccoli stati maggiori e interessi particolari: prima tutti bersaniani, poi tutti renziani. In realtà, ognuno continua a stare con se stesso: i padri-padroni stanno fermi e controllano gli altri soprattutto perché non si muova mai nulla. Immobili, nella speranza di poter pesare al momento in cui ci si dovrà dividere le candidature e i posti di capolista.

Ora il quadro è cambiato. Il gioco è diventato duro e sul tavolo c’è tutta la posta. Nessuno si salverà grazie alle proprie fedeltà. La piega impressa dagli eventi allo svolgimento della politica italiana, anche da questa tornata elettorale, renderà drammatici i prossimi appuntamenti. Vi saranno vincitori e vinti, non aggiustamenti. Se Renzi non riuscirà a vincere, e non è detto che ci riuscirà, nessuno dei piccoli notabili delle province italiane avrà futuro. E nessun calabrese di quelli che attualmente dominano il Pd avrà un posto al sole.