Come a Lamezia Terme, all'iniziativa pubblica sulla sanità del 26 giugno scorso, anche a Reggio Calabria l'altra sera migliaia di persone in piazza con il movimento 5 Stelle. Ma non è tanto il numero delle persone che in due domeniche estive decide di starsene ad ascoltare discorsi politici che importa (alla faccia però di chi ancora continua a parlare di anti politica!), quanto piuttosto il rilevare come sia in atto ormai una precisa strategia a livello nazionale per fare della Calabria una sorta di anticipazione della spallata contro Renzi.Ad esempio: Dalila Nesci a Reggio ha tracciato la prospettiva politica del Movimento 5 stelle per la Calabria. La parlamentare ha ribadito la volontà del Movimento di andare al governo nazionale e regionale, significando che 5 stelle ha dato ampia prova di essere diverso dai partiti, di conoscere i problemi e di sapere individuare e praticare le soluzioni necessarie. La deputata ha tirato fuori una contraddizione nel Comune di Reggio su un appalto per i parcheggi del palazzo di giustizia ed ha chiesto un intervento del sindaco. Altri sono tornati sull’interrogazione parlamentare con cui M5S ha chiesto al ministro dell'Interno una nuova Commissione d'accesso al municipio.
Di Maio, in apertura del suo discorso conclusivo della manifestazione, ha chiesto un applauso scrosciante per i magistrati reggini, ricordando le grandi difficoltà in cui sono costretti a lavorare, soprattutto per una carenza di organico voluta dal potere politico. Per Di Maio, "quando 5 stelle sarà tra un anno e mezzo al governo, questa situazione non ci sarà più". Il ruolo dei magistrati, non soltanto tecnico ma civile, è stato il tema ricorrente dei vari interventi, da Di Battista a Nesci e Di Maio. Per Di Battista 5 stelle è la speranza dell'Italia e anche della Calabria. Al centro dell'attenzione anche il ruolo direttivo della massoneria deviata, di cui ha parlato Nicola Morra.
Insomma, i problemi di Reggio e della Calabria visti non più in un'ottica di urlatori ma di chi si prepara e si candida ad un ruolo di governo, sulla scia di quanto del resto avviene per ultimo a Roma e Torino.
Farebbero molto male destra e sinistra (per quel che valgono ormai queste categorie) a sottovalutare o a non considerare che anche in Calabria un terzo polo si sta formando, dopo le non brillanti performance dei 5 stelle alle elezioni amministrative (ultimo caso Cosenza). La presenza dei big del direttorio a Lamezia e Reggio (a Catanzaro ai primi di luglio c'era stato anche l'ex magistrato Ferdinando Imposimato) indica infatti una strada e una strategia ben precisi: proseguire nell'attacco al Pd e al Governo di Renzi ma immettere anche la Regione di Oliverio nel mirino delle critiche e tutto il Pd locale, con tutto quello che significa. Bisognerà ragionare tutti aver bene in mente questo salto di qualità tutt'altro che secondario nella politica calabrese.