La giunta per le immunità del Senato ha deciso: Antonio Caridi va arrestato. È arrivata dopo due giorni di discussione la risposta alla richiesta avanzata dalla Dda di Reggio Calabria, che aveva chiesto l’arresto del politico coinvolto nell’operazione “Mamma Santissima” e, qualche giorno dopo, nell’operazione “Alchemia”. Un ruolo centrale, il suo, in entrambe le inchieste, secondo le quali Caridi sarebbe un riferimento stabile della ‘ndrangheta, sostenuto per almeno 13 anni dai clan più potenti della provincia reggina, e “plasmato” dalla cupola degli invisibili, recente scoperta del pm Giuseppe Lombardo: un gruppo di notabili che con la sua azione avrebbe fatto il bello e il cattivo tempo in tutta la provincia, arrivando fino in Parlamento. Ma andiamo con ordine: la decisione della giunta non è definitiva. La discussione deve superare il vaglio dell’aula, dove dovrebbe approdare già stasera o, molto più plausibilmente, domani. Non si è quasi mai verificato che i rappresentati dei partiti in giunta non abbiano agito consultandosi preventivamente con il proprio partito di appartenenza per decisioni importanti, come, naturalmente, lo è quella relativa all’arresto di uno dei membri dell’Aula. È pertanto probabile che i partiti siano d’accordo con quanto deciso dai loro referenti in giunta e, anzi, abbiano spiegato in anticipo la propria posizione.
Un verdetto a sorpresa, dunque, è quasi sicuramente da escludere. Caridi, pertanto, al 99% verrà arrestato. Ma ci sono due interrogativi importanti, al termine della seduta di oggi. Il primo riguarda il numero legale da raggiungere per poter votare. Questo presuppone, dunque, che il 3 o il 4 agosto ci sia un numero congruo di senatori per non far slittare la discussione a settembre, dopo la pausa estiva. E poi il voto, segreto. E, com’è già capitato nella storia del Parlamento, la maggioranza ufficiale potrebbe essere capovolta dalla possibilità di decidere coperti dall’anonimato, anche in virtù della vecchia polemica tra parlamentari e magistratura.
Infine un’ultima questione: il voto del Ncd. Sarà favorevole o contrario all’arresto? Perché la giunta, oggi, è risultata spaccata: Pd, M5S e Lega hanno votato per l’arresto, Idea, Gal e Forza Italia contro e Ncd, e quindi Nico D’Ascola, si è astenuto. Lo stesso D’Ascola che con Caridi condivide la città di provenienza, Reggio Calabria, lo stesso D’Ascola che con Caridi ha condiviso un’avventura elettorale tra le fila di Ncd. Dunque la posizione da assumere potrebbe essere difficile. Ed è questo il nodo della questione: bisogna infatti capire se l’astensione di D’Ascola è basata sulla valutazione delle carte, e quindi giuridica, da buon avvocato, oppure se si tratta di una decisione dal carattere politico-umano. Ma non solo: la sua posizione è personale oppure rappresenta una volontà comune del Nuovo centro destra di astenersi?