IL DIBATTITO. Della Loggia il Sud e il soldato blù

IL DIBATTITO. Della Loggia il Sud e il soldato blù
soldatoblu    Con un editoriale sul Corriere, il professor Galli della Loggia ritorna sulla “questione meridionale” e cerca di dare una risposta sul perché il Sud sia sparito dall’orizzonte nazionale diventando “un mondo a parte”!

La causa principale di tutto ciò? Galli non ha alcun dubbio: “Il fatto che in questo tempo (dal Sud) è andato progressivamente scomparendo lo Stato nazionale”.

Noi siamo testimoni di quanto è successo al Sud dal dopoguerra ad oggi. Testimoni del fatto che lo Stato -questo stato- è  la causa principale, se non unica, del disastro del Sud. L’attuale Stato è nato la notte del 25 luglio del 1943 nel tentativo (riuscito) di salvaguardare l’assoluta continuità con la storia precedente! Una continuità che per il Sud -e per la Calabria in particolare- significa esclusione!

Gli equilibri su cui poggia storicamente lo Stato presuppone la marginalità ed il sacrificio del nostro popolo. La complicità e la corruzione delle classi dirigenti meridionali.

Ci sono stati governi che hanno avuto un numero rilevante di ministri meridionali. Qualche ministro è riuscito pure a strappare qualche serio  finanziamento o una marea di assunzioni clientelari (si pensi alle Poste) ma nessuno di loro è riuscito a mettere in discussione un  meccanismo di sviluppo incentrato sulla tutela dei territori forti a danno dei territori deboli. Tutti i partiti della prima e della seconda repubblica hanno avuto -ed hanno- cuore, cervello e portafoglio nel Centro-Nord. La Dc o il Pci, Fi, An, o il Pd, Cinque Stelle. Un discorso a parte meriterebbe la “Lega” che è stata utilizzata come un manganello per bastonarci ancora più forte.

L’ultima manifestazione sindacale a favore del Sud si è svolta quasi mezzo secolo fa quando sono state abolite le gabbie salariali. Da allora, partiti sindacati, Confindustria, governi hanno teso a cancellare il Sud dall’orizzonte nazionale. Lo Stato non è un’entità astratta ma è espressione di rapporti di forza!

Infatti, sono cambiati e cambiano i governi ma non le forze dominanti ed egemoni all’interno dello Stato. Oggi ristrette élite di potere stanno abbattendo  lo Stato nazionale -(ed il concetto di Patria che pur è costato qualche milione di morti)- e marginalizzando ulteriormente il Sud sganciandolo dal Continente Europeo. Eludendo la Costituzione Repubblicana  espressione di un’altra Italia nata tra i monti  e nelle carceri fasciste.

Non è di questo Stato che il Sud ha bisogno!

Si guardi alla Calabria, anello debole , dell’intero sistema. Come si manifesta lo Stato nella nostra Regione?  Con ospedali, scuole, lavoro, lotta alla marginalità sociale, centri di ricerca, università, ferrovie e strade? No! Oggi come nel secolo lo Stato affronta il disagio sociale con la visiera dei carabinieri e la toga del magistrato. Con la prepotenza dei politici subalterni e di mezza tacca e con lo strapotere della burocrazia. 

La ndrangheta è l’alibi per scacciare la Politica dalla Calabria e per mettersi sotto i piedi la Costituzione. Faccio un esempio: quanti morti di mafia ci sono ogni anno in Calabria? Una dozzina? Forse la metà o il doppio! Sono sempre maledettamente  troppi e non bisogna mai rassegnarsi finché ci sarà un solo morto ammazzato dalla criminalità. Altra e diversa cosa è la capacità di focalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica nazionale sui morti di ndrangheta,  ignorando i tantissimi decessi per mancanza di prevenzione, per il pessimo stato dei nostri ospedali, per la qualità dell’assistenza sanitaria. Oppure per la statale 106 o per le disconnesse strade  provinciali. E nessuno si occupa dei ragazzi che si perdono perché figli dell’esclusione sociale. Facili prede della  devianza a sfondo criminale.

Sono figli di un Dio minore!

La logica conseguenza è che la sospetta velocità con cui sono stati recentemente  annunciati e successivamente nominati i PM alla procura di Catanzaro è inversamente proporzionale alle insopportabile e delittuosa lentezza con cui si procede alla nomina dei primari , dei medici, degli infermieri  nei nostri ospedali.

L’unico impegno concreto ed “originale” del governo: l’invio di 800 uomini!

Molti intellettuali (anche “progressisti”) ci guardano con occhiali deformanti  così come una parte del mondo “liberal” americano ha guardato per decenni i neri e gli indiani di America. Occhiali adatti  a focalizzare in quei popoli solo  difetti, irredimibilità, perversione e crudeltà! Senza rendersi conto che la causa di tutto ciò era da attribuire alla voracità ed al dominio dell’“Uomo bianco.”

Il “soldato blu” (1) doveva portare l’”ordine” ed era la causa prima del disordine.

Ed oggi l’ordine del “soldato blu” degrada l’intera Calabria ad una riserva indiana collocandoci all’esterno dello “Stato” nazionale e spingendoci al fianco dei popoli tormentati del Mediterraneo. In Calabria resta ostaggio della figura del “magistrato –sceriffo” che fanno il bello e cattivo tempo. Mentre noi avremmo bisogno della fierezza e dello spirito ribelle di mille “Geronimo”..

Il martello pneumatico della criminalizzazione frantuma l’idea che abbiamo di noi stessi al pari della nostra dignità. Lascia che siano altri a raccontare la nostra storia,  creandoci un complesso di inferiorità e di colpa collettiva  che possiede  la stessa funzione narcotizzante che il whisky ha avuto con i pellirossa di America.

Galli Della Loggia comprenda che non è questo lo Stato  di cui la Calabria ha bisogno! 

(1) E' il modo in cui gli americani chiamavano i soldati che combattevano gli indiani