E’ polemica violenta a Messina tra il capogruppo di Fi Giuseppe Trischitta e il sindaco Renato Accorinti. Il primo accusa il secondo di aver volato fino a Milano (364 euro andata e ritorno) per questioni personali ma di essersi fatto rimborsare le spese dal Comune. La visita personale era in realtà l’iniziativa per i 90 anni di Dario Fo a cui il sindaco di Messina era stato invitato. Trischitta ha spulciato tra le note spese ed ha trovato irregolari, oltre i 364 euro del viaggio, anche 3 euro per tre caffè da 1 euro, 4,80 euro per una cioccolata, 54 euro d’alloggio e 14,80 per un pasto. Ovviamente, l’aspetto più misterioso è capire come abbia fatto Accorinti a mangiare a Milano con 14,80 euro e a dormire con 54.
Ma a parte questo mistero (che il sindaco potrebbe chiarire per dare una dritta ai messinesi costretti ad andare nella capitale della Lombardia) Trischitta sostiene di essersi indignato perché il sindaco, pur guadagnando 7,600 euro al mese, ha caricato le spese sui cuoi concittadini.
Accorinti gli ha risposto a muso duro: «Durante la mia gestione, le spese di rappresentanza sono state tagliate del 96 per cento e io non vado ai compleanni, neppure al mio ma Dario Fo è un premio Nobel e non era una festicciola a casa sua. Mi ha invitato a un evento pubblico importante, in un teatro. Dovrebbe essere un vanto per tutti i miei concittadini che una personalità come lui sia legata alla nostra città e per questo era doveroso andare per mantenere rapporti saldi».
Neanche a dirlo l’indomito Trischitta reagisce sostenendo che quella di Fo «Era una festa privata fatta in un teatro, cosa c’entra il Comune di Messina?”. Ha fatto di più: spulciando i giornali di quei giorni avrebbe scoperto che “Non era presente nemmeno l’allora sindaco di Milano, Giuliano Pisapia”. Insomma, che c’azzeccano le spese di rappresentanza con la festa privata in un teatro di dario Fo che non può essere spacciata per “missione istituzionale”? Da qui la drastica decisione del capogruppo di Fi che invierà un dossier alla Corte dei Conti affinché “verifichi la congruità” della spesa.
Inutile dire dello spasso dei commenti sui social che prendono di mira soprattutto i tre caffè.