REGGIO, LA CITTA’ IN-DOLENTE

REGGIO, LA CITTA’ IN-DOLENTE
indolenza 1   Se si dovesse misurare il dinamismo di una città dal numero di haters che ogni giorno versano perle di saggezza sui social, potremo definire i nostri concittadini degli attivisti della democrazia e del vivere civile.

Purtroppo non è così!

Sarà il nostro passato da popolo storicamente dominato o, più precisamente, il nostro presente da popolo asservito?

Fatto sta che, ormai, per i cittadini di Reggio tutto appare indifferente, tutto sembra plausibile e, tra una dichiarazione su facebook e un’altra, si accetta il declino come un destino ineluttabile e si rinuncia ad organizzare qualsiasi futuro. A dire il vero, non si organizza nemmeno il presente, abituati, ormai, a vivere alla giornata!
La solidarietà è partigiana, l’empatia è opportunismo.

Panta rei, tutto scorre! non per divenire ma per fissare un’eternità simile all’oblio, in un circolo vizioso nel quale il pensiero non si evolve ma si nutre di mediocrità. L’unica ossessione è quella di guardare all’altro, per una forma di autoassoluzione, in una verità falsata, per evidenziare l’eventuale pagliuzza e poter dimenticare la trave nel proprio occhio.

“In questa città non c’è niente!” è il commento più ricorrente, ma poi questa sete di cultura o di novità non porta ad accostarsi alle,  non poche, fonti a disposizione per abbeverarsi.

Una condanna che travolge chi tenta di invertire lo stato delle cose. Un muro invalicabile per chi prova quotidianamente a resistere.

Le eccezioni non mancano, a partire da quelle più banali, come i pochi cittadini che raccolgono gli escrementi del proprio cane , tra quelli lasciati a terra dagli inossidabili incivili, per arrivare ai tanti giovani che cercano di offrire il loro impegno e la loro solidarietà  per migliorare le cose. Ma sono solo gocce in un oceano di indifferenza!

Cari amici, Reggio è morta! Non solo per colpa degli amministratori di turno che hanno fatto e continuano a fare la loro parte: Reggio è morta perché manca la sua forza motrice … il Popolo!

*foto, Indolenza, Ernani Costantino, olio su tela, 85x140, 1963