La sentenza della Corte Costituzionale intervenendo sull’Italicum ha prodotto una legge “immediatamente applicabile”, come precisa nel proprio comunicato, cioè una legge con cui è possibile andare immediatamente al voto per eleggere una nuova Camera dei deputati. Questa legge, inevitabilmente, diverge da quella con cui viene eletto il Senato, anch’essa figlia della Consulta che nel 2014 modificò i punti giudicati incostituzionali del Porcellum dando vita al cosiddetto Consultellum.I sistemi elettorali attualmente in vigore sono:
SENATO. Proporzionale puro in ogni regione italiana. Ottengono seggi le coalizioni o le singole liste che superano l’8% e le liste, interne alle coalizioni che superano il 3%. E’ prevista una preferenza unica o doppia se per candidati di sesso diverso. Poiché si vota in ogni regione, anche in quelle molto popolose (Lombardia, Sicilia, ecc.) la conquista dei voti di preferenza è particolarmente difficile e, soprattutto, molto costosa. Va comunque tenuto conto che la soglia dell’8% attenua la purezza del proporzionale ed ha effetti maggioritari.
CAMERA. Si presenta come un sistema ipermaggioritario perché la lista (la lista, non la coalizione) che ottiene più voti, cioè la più votata, se supera il 40% dei voti, ottiene il 55% dei seggi. Ma si può anche sostenere che sia un sistema di voto proporzionale con un premio di maggioranza. Se nessuno supera il 40% i seggi, tutti i seggi, vengono divisi proporzionalmente tra liste e partiti che hanno superato la soglia nazionale del 3%. Si vota in 100 collegi in cui vengono eletti tra 5 e 7 deputati secondo l’ampiezza. Nei collegi i partiti presentano delle liste pari al numero dei candidati da eleggere nel collegio. Il capolista, se la lista ottiene seggi, è bloccato, cioè nominato e viene eletto con precedenza su tutti gli altri; per gli altri candidati è possibile una preferenza o due se per candidati di sesso diverso. Il capolista si può candidare anche in diversi collegi (massimo in 10) ma non è lui a scegliere quello in cui verrà eletto che sarà deciso per sorteggio. Insomma, viene tolta ai partiti la possibilità di scegliere i parlamentari col gioco della scelta del collegio per favorire questo o quel candidato primo non eletto.
OMOGENEITA': E’ la parola più gettonata in queste ore con riferimento alla posizione del Presidente della Repubblica che ha chiesto un sistema di voto omogeneo. Nel dibattito di queste ore, ancor prima di quel che si vuole veramente, ci si preoccupa molto della pubblicità. Chi non vuole un voto ravvicinato sottolinea le disparità tra i due sistemi e quindi chiede tempo per omogeneizzarli. Chi vorrebbe votare prima possibile, spiega che le soglie previste al Senato hanno un effetto maggioritario e che quindi si potrebbe votare anche subito. Nessuno dice di volere o non volere il voto: tutti cantano la propria certezza di vincere le prossime elezioni e quindi chiedono di votare. Ma chi sta attento e a parte le parole guarda alle posizioni, si rende conto che le cose sono molto più complicate. In ogni caso, tendenzialmente, i parlamentari non hanno mai avuto fretta di andare al voto perché nessuno di loro, tranne pochissimi leader, ha la certezza di tornare in Parlamento.