BUROCRAZIA E POLITICA, UN PROBLEMA UNICO

BUROCRAZIA E POLITICA, UN PROBLEMA UNICO
burpol Riemerge ogni tanto nel soporifero dibattito calabrese, tutto alle prese con le ‘’grandi’’ questioni che in verità non si capisce mai quali sono, il nodo della burocrazia figlia – così dicono taluni - di tutti i mali del devastato quadro regionale.

  Certo, fa colpo quando a scriverne così con parole di fuoco e’ un deputato del Pd, peraltro uno dei fiduciari di Renzi in Calabria, come Demetrio Battaglia.

  In Calabria – ha infatti scritto Battaglia – ‘’c’è un fantasma che appare all’improvviso nelle discussioni politiche, nei convegni, nelle pagine dei giornali, ma nessuno ne conosce il volto o elementi minimi per risalire a una identità. Del fantasma conosciamo solo il nome: burocrazia; devasta il territorio calabrese spegnendo ogni sogno di riscatto e di rinascita dei calabresi’’.

   Verrebbe da dire: problema individuato e prossimo alla soluzione quindi? Errore, perché’ Battaglia va ancora più giù duro: ‘’ burocrazia che tiene a volte sotto scacco la politica con la quale esercita un baratto quotidiano e a sua volta, viene tenuta  prigioniera dalla politica che la promuove nella misura in cui è disponibile ad assecondare disegni e prospettive. Una burocrazia che condiziona anche il sindacato spostandosi rapidamente di sigla se non adeguatamente protetta’’.

  Battaglia sostiene che l’ente pubblico ha il diritto e il dovere di ‘’emarginare o rimuovere pezzi di burocrazia incapace e contemporaneamente valorizzare la parte competente; così facendo si darà un'identità al fantasma e si uscirà fuori da un labirinto che fa girare a vuoto la Calabria. La politica non ha altra strada se vuole il bene della Calabria’’.

  E’ evidente che il deputato pd tocca un punto nodale, del resto più volte sollevato prima e dopo la sua campagna elettorale dallo stesso Presidente della Regione. Tocca, cioè, un ganglo vitale del debolissimo tessuto connettivo istituzionale, evidente agli occhi di tutti, politici e non. Aggiungere altre parole a quelle, ultime, di Battaglia serve dunque a poco.

  C’è però un però…

  Quella burocrazia dipinta in quei termini sprezzanti mica é figlia di nessuno? E’ figlia di una politica, di determinati politici, di determinate forze politiche, di chiare coalizioni politiche, che l’hanno fatto nascere e sviluppare – ad esempio dentro la Regione Calabria a partire dal 1970 – perché era non solo funzionale ma indispensabile ad un progetto politico.

   Non si trattava solo di clientele ma di una sorta di braccio armato che operava e controllava dentro l’istituzione. Eseguiva ma plasmava finanche un’intera macchina. Per cui la politica – di ieri come di oggi – mica può lavarsene le mani o pensare, come suggerisce Battaglia, di emarginare e rimuovere. Come lo si fa? Sulla base di quali criteri?

   Soprattutto: come si fa emergere una classe burocratica nuova che – restiamo sempre nell’esempio della Regione – sostituisca più o meno integralmente quella che c’era - e che in parte c’e’ ancora - fatta assurgere ai posti di comando nell’epoca d’oro del centrosinistra?

  Non prendiamoci in giro: o si fa un’immissione in grande stile e in grandi proporzioni di un nuovo ceto politico burocratico, con una grande selezione pubblica che porti dentro giovani di 30 anni usciti dalle università (non necessariamente solo le nostre), che siano in grado di sbaraccare questo sistema vetusto che farebbe inorridire – ad esempio – persino i grandi burocrati austriaci del vecchio Lombardo-Veneto di quasi due secoli fa, o si pesta acqua nel mortaio.

  Il rischio e’, infatti, di un sostituismo che non porta da nessuna parte. La politica é in grado di fare questo? Vuole questo? O solo creare un po’ di confusione?

  Il quadro, infatti, é anche peggio di quello dipinto da Battaglia. La Regione Calabria (restiamo sempre su questo esempio) – fatte salve ovviamente le eccezioni che ci sono ma che spariscono in un magma indistinto – e’ un esempio di come si dovrebbe agire col bisturi in profondità e con tanto, tanto coraggio.  Il vero problema e’ questo.