L’INTERVENTO. Lettera alla Santelli nel tempo del coronavirus

L’INTERVENTO. Lettera alla Santelli nel tempo del coronavirus

governatrice

(ReP)
Gentile Presidente, ho apprezzato molto i toni e la ponderatezza che hanno caratterizzato i suoi primi interventi da Governatrice della Calabria. Sono, quindi, sorpreso per il fatto che al pragmatismo iniziale stia seguendo la “politica” che, purtroppo, tutti si attendono dal popolo meridionale.

Sarebbe auspicabile, invece, che noi calabresi contestassimo i comodi indirizzi di uniformità dei provvedimenti relativi alla cd. fase 2 e 3. Il nostro dovere e l’occasione che ci è data imporrebbero, infatti, l’immediata apertura di tutte le filiere produttive, ferma l’adozione dei dispositivi e degli accorgimenti di protezione personale nonché il divieto di mobilità interregionale.

Possiamo e dobbiamo dare un contributo indispensabile alla Nazione, allontanando da noi l’immagine per la quale, a fronte di un nord che cerca di poter tornare al lavoro, vi sia un sud con la mano tesa che quasi abbia timore di star troppo bene per poter accedere agli aiuti di Stato.

Nessuno che abbia responsabilità di governo nei prossimi mesi potrà sfuggire al giudizio di cittadini che, a volte, con troppa leggerezza, sono stati privati di diritti fondamentali; si dovrà prima o poi rendere conto di tutti gli incomprensibili provvedimenti adottati. Ne potrei citare decine, dalla chiusura delle fabbriche anteposta al blocco della mobilità, alla sospensione dei tributi estesa a chi non ha perso il reddito, alle elargizioni a favore degli evasori e dei lavoratori in nero escludendo chi continua ad avere i costi che negli anni passati avevano generato un reddito che oggi lo pone fuori da ogni aiuto, al divieto di svolgere attività fisica individuale all’aperto, all’assenza di ogni previsione a tutela dei più piccoli…

Rispettosamente segnalo che anche la sua ultima ordinanza, laddove autorizza gli spostamenti per la cura degli orti solo verso i comuni “limitrofi”, desta perplessità perché, forse a causa di una dizione infelice, impedisce di raggiungere comuni non confinanti con quello di residenza.  

Tuttavia, Lei si è distinta da coloro che dopo esseri “alleati” con il Corona Virus a fini propagandistici ed elettorali oggi sono inconsciamente terrorizzati dall’oblio che potrà causargli la sconfitta di questo male. I suoi saggi provvedimenti iniziali e la prosecuzione dell’efficiente azione finalizzata a circoscrivere i focolai epidemici la mettono nelle condizioni di essere la promotrice di un nuovo meridionalismo che sia d’esempio a tutti coloro che, scegliendo la via più comoda, preferiscono non fare.

Noi calabresi abbiamo bisogno di un riscatto, di scoprirci capaci di una orgogliosa dimostrazione di operosità sostenibile e, soprattutto, migliorandoci e sostenendo le zone più afflitte, dobbiamo onorare la memoria di tutti coloro che a causa di questa pandemia ci hanno lasciato. Buon lavoro.

*avvocato