PORTI/1. A Gioia ridar vita subito alla ZES

PORTI/1. A Gioia ridar vita subito alla ZES

GioiaZES

Gioia Tauro è un luogo da cui parte occupazione: vera, non drogata da sussidi pubblici; stabile, non doloroso precariato; di qualità in tutti i ruoli, lavoro con orgoglio del lavoro. Alcuni temi cruciali sono aperti, e non bisogna abbassare l’attenzione, anzi bisogna conoscere ed agire subito.

Un tema delicato e su cui bisogna subito intervenire, è quello della Zona Economica Speciale (ZES) che comprende aree relative a tutti i grandi porti, agli aeroporti ed alle aree industriali vicine.

La ZES offre agli imprenditori che si insediano nelle sue aree, un insieme di vantaggi tecnico-economici formidabili, ne richiamiamo alcuni:
a) finanziamenti a fondo perduto sino a 50 milioni di euro, il limite attuale è 10;
b) attivazione interfaccia UNICA per visti e pareri, ad oggi sono previsti circa 35 visti e pareri, con 35 uffici diversi per fare partire un’attività;
c) fortissima infrastrutturazione delle aree offerte (strade, acquedotti, rete fognaria, illuminazione, sicurezza attiva e passiva, fibra ultraveloce).
A questi vantaggi se ne possono aggiungere altri, come abbattimento costi doganali, riduzione tasse specifiche, etc.

Il Decreto-legge Semplificazioni, del 31/05/2021, ha introdotto una norma strana che deve avere immediata risposta, viene detto: I Commissari nominati prima della data di entrata in vigore della presente disposizione cessano, ove non confermati, entro sessanta giorni dalla medesima data.
Il Commissario della ZES di Gioia Tauro era stato nominato prima del maggio 2021 e non è stato confermato nei sessanta giorni successivi, quindi è decaduto, quindi la ZES non ha Commissario, e quindi è tutto fermo.

La segnalazione forte che vorremmo fare al Presidente Occhiuto è di andare oggi, anzi ieri, a Roma per risolvere questo gravissimo problema: tutta la ZES Calabria è ferma, e non si può fare nulla: finanziamenti, allargamenti delle aree ZES, …
Qui potrebbe finire questa nota, ma è utile richiamare il percorso delle ZES in Italia in questi ultimi anni, sino al Decreto Semplificazioni.
La prima proposta organica di legge nazionale per la ZES viene inoltrata nel Settembre 2015, al Parlamento dal Consiglio Regionale della Calabria, sulla base della proposta fatta dalla Giunta Regionale. La proposta viene fuori da un lavoro intenso svolto con i tecnici di Bruxelles, che dà forza e qualità. La proposta subisce una verifica chirurgica per tutto il 2016, sulla direttrice Roma-Calabria. Avendone verificato la robustezza, il Parlamento ritiene utile estenderla a tutte le Regioni in ritardo di sviluppo. Ruolo centrale ha il sindacato che, dopo la grande manifestazione unitaria del 30 Ottobre 2015 a Gioia Tauro, si impegna sulla proposta con coraggio, generosità e attenzione in tutti i passaggi. Con il Governo Gentiloni e De Vincenti, Ministro per il Mezzogiorno, la proposta diviene legge (DL 91) nel Giugno 2017. Il 25 Gennaio 2018 viene emanato il Regolamento (DPCM 12). 
De Vincenti introduce tre elementi importanti: (1) finanziamenti le aziende utilizzando il Credito di Imposta; (2) istituire un Comitato di indirizzo il cui Presidente è il Presidente dell’Autorità Portuale di competenza, di cui fanno parte un rappresentante della Regione, uno del Ministero delle Infrastrutture ed uno della Presidenza del Consiglio; (3) dotare le ZES di un fondo iniziale di 300 milioni.

L’utilizzazione del Credito di Imposta è fondamentale perché impedisce di dare soldi contanti dello Stato “prima” della realizzazione, e trovarsi “dopo” capannoni vuoti di cui la nostra storia e la nostra geografia, sono pieni. Il Credito di Imposta permette di dare i soldi, ma li dà togliendoli alle tasse da pagare; ma per pagare tasse, vuol dire che l’impresa è sana e produce utili (appunto su cui paga le tasse). Il Credito di Imposta taglia le potenziali resistenze da parte di qualunque burocrazia, e inserisce di fatto un controllo diretto e reale della Agenzia delle Entrate e della Finanza; l’imprenditore si confronta solo con le sue tasse e con i suoi progetti, se opera all’interno della ZES.

La Regione Calabria prepara subito il piano strategico ZES-Calabria. Il lavoro è contrassegnato da un confronto ininterrotto con Autorità portuale, Direzione marittima, Corap e Sacal, e da verifiche sistematiche con forze sociali, sindacali, datoriali, università, enti locali interessati, Città metropolitana e Province, Camere di Commercio. Appena due mesi dopo (Marzo 2018) l’emanazione del Regolamento, viene approvato dalla Giunta il Piano Strategico (disponibile sul sito della Regione) e nel Maggio 2018 viene approvata dal Governo la ZES di Gioia Tauro.

Con il Governo Conte 1 non si modifica il Comitato di indirizzo e si supportano le ZES dotandole di altri 300 milioni, ma si lasciano in sospeso le modalità con cui queste risorse possano essere fruite dalle imprese. L’idea è di seguire la via del contratto di sviluppo e non quella del Credito di Imposta.

Con il Governo Conte 2 vengono inseriti elementi discutibili: (I) viene nominato un Commissario di Governo a presiedere il Comitato di indirizzo (Legge 27/12/2019), cui viene attribuito un compenso; (II) vengono tolti 100 milioni dal fondo istituito dal Governo Gentiloni.

Oggi sarebbe necessario per sviluppare le ZES: (a) riportare tutti i finanziamenti al Credito di Imposta; (b) rimettere i Presidenti delle Autorità Portuali al vertice del Comitato di indirizzo. I Presidenti sono i manager che hanno la responsabilità vera dello sviluppo delle attività portuali e di quelle commerciali ed industriali strettamente connesse. L’introduzione del Commissario governativo ha determinato un doppio potere in ogni ZES, introducendo una potenziale conflittualità tra Presidenti Autorità Portuali e Commissari.

Invece con il Decreto Semplificazioni, prima richiamato, si azzerano le nomine di Commissari fatti dal Conte2 e si ricomincia con nuove nomine e non si risolve la questione Credito di Imposta.

Il suggerimento al Presidente Occhiuto è di chiedere al Governo un atto di coraggio: rinunciare a una poltrona e nominare il Presidente dell’Autorità Portuale a Commissario Governativo, eliminando quindi alla base qualunque doppio potere.

Il Presidente Occhiuto dovrebbe nominare, come rappresentante della Regione nel Comitato di Indirizzo, il Direttore Generale del dipartimento regionale cui fanno capo i finanziamenti per Gioia Tauro.

Con queste due mosse si individuano senza equivoci i manager che a livello nazionale e regionale hanno la responsabilità esecutiva.

Ogni giorno che passa è un giorno che si perde. L’ attuale forte ripresa del traffico container a Gioia Tauro è un’occasione importante per fare sviluppare le imprese in tutte le aree ZES.

Per i decreti si veda:
https://def.finanze.it/DocTribFrontend/getArticoloDetailFromResultList.do?id={46A6183F-9F18-47F8-A2DD-19EB05275DF6}&codiceOrdinamento=200000400000000&idAttoNormativo={F30CB0EF-B25D-4DE2-8B75-477DFDE460C1}