
Il nuovo Presidente della Regione deve operare con idee chiare e precise.
Gioia Tauro è un luogo chiave per la Calabria. Per parlare dei problemi e delle prospettive di un porto intercontinentale, bisogna separare le questioni di breve termine da quelle di medio-lungo termine. Spesso il dibattito sul porto di Gioia Tauro mischia tutto.
Gioia è stato ed è uno dei primi porti del Mediterraneo per i container. Ma gli altri non sono stati fermi ed hanno realizzato due giganti ai lati del Mediterraneo, ed un terzo è in previsione al centro, in Tunisia. A Est è sorto il porto di Est Port Said, ad Ovest è nato Tangeri.
Le infrastrutture realizzate ed in corso di realizzazione a Tangeri puntano a movimentare 10 milioni di container. Gioia nei momenti migliori movimenta 3.5 milioni, con le infrastrutture attuali può puntare a 4.5, al massimo 5 milioni.
Uno dei temi principali è mettere il porto nelle condizioni di offrire banchine e piazzali per movimentare ulteriori container ed arrivare ad una potenzialità di 6-7 milioni.
Il problema dello sviluppo di Gioia è un problema di tutta la Calabria, di tutto il Mezzogiorno e forse di tutta l’Italia. L’Autorità Portuale deve lavorare a gestire bene il porto, ma non è suo compito farsi carico dei problemi di sviluppo strategico della Calabria o dell’Italia. Il Governo, come si vede dai finanziamenti PNRR, continua a supportare i porti del Nord, quasi 1 miliardo tra Trieste (280 milioni) e Genova (650).
In questa nota segnaliamo solo cosa è necessario per completare il Porto lato mare: realizzare banchina e piazzali nel lato Sud. Su questo il Presidente Occhiuto dovrebbe subito concentrarsi.
È utile chiarire perché lato Sud.
Consideriamo qui solo le opere sul mare. Quelle sulla terra, retroporto e interconnessioni stradali e ferroviarie, devono essere considerate separatamente.
Il porto di Gioia Tauro è stato realizzato negli anni 70 come un porto canale, completamente artificiale cioè “scavato” all’interno della costa.
Facendo una sintesi, immaginiamo il Porto come un grande rettangolo con alle due estremità i bacini di evoluzione, e proviamo a vedere cosa c’è nei quattro lati.
Nel lato Est sono stati realizzati i piazzali e le banchine che dal ‘95 ospitano i container.
Nel lato Nord sono stati realizzati gli accosti, i piazzali e le banchine, che oggi ospitano il traffico delle automobili nuove di fabbrica.
Nel lato Ovest sono in corso i lavori per la realizzazione della banchina, che saranno completati nel 2022. I lavori sono necessari per il bacino di carenaggio. I lavori sono stati finanziati dalla Regione Calabria nel 2018, dopo una approfondita concertazione sviluppata con l’Autorità Portuale, e con un confronto costante con sindacato, forze sociali e datoriali, università, enti locali interessati. Il finanziamento è stato fatto con le risorse del Patto per la Calabria, firmato nel 2016 da Renzi e Oliverio.
Il lato Sud è da realizzare. Per esso è stata presentata dalla Regione nel 2017, la proposta per la banchina, nell’ambito dell’Area Logistica Integrata di Gioia Tauro, sulla base dei risultati di un grande confronto con le parti sociali. Possono essere immediatamente realizzate le opere nella parte di proprietà dell’Autorità Portuale e possono essere acquisite le aree vincolate, ma ancora non di proprietà. Con questo intervento Gioia Tauro può puntare a 6-7 milioni di contenitori.
Completare il porto di Gioia Tauro, nelle opere sul mare è necessario ed è fattibile immediatamente.
Il porto è la più grande realtà della Regione è può diventare ancora più importante con la Zona Economica Speciale e con i completamenti infrastrutturali.
È decisivo lavorare e impegnarsi quotidianamente con idee chiare e precise.
*Università di Reggio Calabria