Su questo giornale trovate ogni giorno sul nostro inserto estate un’ampia scelta di cose da fare, concerti e festival, libri e stocco, birra e salsicce, moda e teatro. Tutto dentro per la solita estate calabrese, in cui si mischia tutto: buono e paesano, di livello e kitsch, usato e nuovo. Tutto alla fine fa brodo per tenere dentro turisti e nostrani, emigrati e migranti, giovani e vecchi.
Ma è turismo questo? È una politica turistica questa? È industria del turismo come pomposamente si dice da decenni? Senza capire che tipo di prodotto si debba offrire e vendere la risposta è già data: si raccoglie anche quest’anno quel che si può racimolare senza puntare al mare di risorse che abbiamo e che spesso nemmeno sappiamo e dunque non valorizziamo. Penso solo per fare un esempio al parco archeologico di Locri: una meraviglia che dovrebbe portare solo quello migliaia di persone al giorno e poi a cascata nei bar, sulle spiagge, nei ristoranti, negli alberghi etc. Ma il tutto con programmazione e con senso della prospettiva futura. Non invece con il mordi e fuggi che contraddistingue la politica turistica dalle nostre parti. Il punto è proprio questo: ne hai voglia di parlare di Calabria bella e di Calabria meravigliosa se non intervieni sui nodi strutturali come ad esempio le infrastrutture viarie. Se per andare da Rosarno a Locri da qui a poco uno impiegherà più tempo che per andare a Napoli come li porti i turisti diretti in Sicilia a fare una capatina sempre a quel meraviglioso parco archeologico di Locri o a Kaulon o a Stignano?
E se le strade sono un colabrodo intasate da migliaia di auto in fila come puoi pensare di valorizzare il turismo silano? E potremmo andare all’infinito con gli esempi. Insomma per imitare la riviera romagnola o il Trentino ci vuole ben altro che il nostro caos estivo solito. I numeri alla fine saranno pure buoni ma il senso è di un’altra incompiuta. Del resto basta leggere l’ultima inchiesta del giornale specializzato Dove per rendersi conto dell’assoluta marginalità della Calabria nell’ambito del turismo nazionale. Quel giornale ha infatti scelto 32 località turistiche di tutt’Italia per un concorso tra i suoi lettori e quelli di 7, il settimanale del Corriere della sera. Hanno risposto in migliaia e alla fine Pantelleria è la regina dell’estate italiana. Sapete quante erano le località calabresi di mare o di montagna o di collina inserite tra le 32 meraviglie italiane? Zero, cioè nessuna! Ed ho detto tutto, avrebbe esclamato Forrest Gump!