di TIZIANA CALABRO' - Cosa succede se nascosta in morbide poltrone blu, appoggiata nel buio di una sala inaccessibile ai rumori del mondo fuori, all’improvviso, senti dentro, un silenzio smarrito ed un dolore che ha il colore metallico della luna e un desiderio sordo come quello del mare, che folle, cerca la terra. Cosa provi se sei lì in quel posto, con lo schermo immenso sopra il tuo naso, che ti costringe a immagini che riconosci come simmetricamente tue, chè ti appartengono incastrandosi tra il battito del cuore ed il respiro. Se guardi un film e sai le strade e i marciapiedi e i muri e le finestre e i balconi e i volti antichi della gente e la cadenza lenta delle parole che escono dure dal fiato. Se riconosci quell’ammasso cupo di acqua e sale e la barriera di montagne viola come messe per caso lì, alla fine di tutto.
Cosa senti se il film che guardi silenziosa si chiama “Il Sud è Niente”, che a volerlo con la forza di un amore perduto è un ragazzo della tua città, Reggio Calabria. Un ragazzo, Fabio Mollo, che ha i modi garbati di chi è abituato alla gentilezza ed il sorriso di chi sa la nostalgia e lo sguardo visionario di chi sente che i sogni si possono realizzare, se soltanto inizi a pensarli.
Un ragazzo che la tua città l’ha voluta raccontare, con i suoi occhi, senza retorica, senza confondere con inutili parole. Ha voluto raccontare lo sperdimento di chi, a Reggio Calabria vive, eppure non ha smesso di distinguere. Raccontare la brutalità e la bellezza. La brutalità del silenzio imposto dalla paura e la bellezza innocente della verità che vuole parole esatte, per restituire umanità allo smarrimento. E’ un viaggio doloroso questo film, che ha i colori del mare quando il sole non è ancora uscito dall’orizzonte e tutto fuori, assume la consistenza del sogno. E’ un viaggio catartico, che a guardarlo sullo schermo, ti fa sentire nudo e immerso in quel mare fuori, che sembra ascoltare e riconoscere il mare che hai dentro.