RECENSIONE: Il Tram a Reggio Calabria di A. Meduri

RECENSIONE: Il Tram a Reggio Calabria di A. Meduri

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di STELLA IARIA -

“Vorremmo fare di più, vorremmo fare meglio”, con questo motto, agli inizi del secolo scorso, si realizzò a Reggio Calabria una grande opera: il tram. Nel Novembre 1911, Reggio vive ancora il dolore della recente catastrofe del terremoto del 1908, ed è dalle macerie di una città piegata e distrutta, in un clima drammatico, che la forza della speranza e della rinascita sorge e si nutre nelle strade della nostra città. Una crescente voglia innovatrice andava al di là della semplice ricostruzione della città stessa. Il desiderio di proiettare Reggio verso un florido avvenire portò a compiere scelte innovative adeguate alle future necessità della popolazione. Tra le tante idee, la più importante, scaturita dal bisogno di adeguare la città alle nuove tecnologie in materia di trasporto pubblico urbano, fu di rendere più agevoli i collegamenti fra la città, le sue borgate e i paesi vicini con la realizzazione di una moderna tranvia elettrica. L’idea di realizzare una rete tranviaria, malgrado i primi insuccessi, non fu mai accantonata; infatti, grazie allo spirito innovatore di un nutrito gruppo di intraprendenti imprenditori, si costituì un Comitato Promotore per dar vita ad una società Anonima per un servizio tranviario reggino. Chi l’avrebbe mai detto? Eppure a Reggio Calabria ci fu il tram, in un ventennio in cui la nostra città veniva chiamata la “Grande Reggio”.

Il tram a Reggio Calabria – Citta del sole 2013, 200 pagine, euro 20

è l’esito di un’appassionata e minuziosa ricerca di Antonino Meduri nei documenti d’archivio e nella memoria iconografica per scrivere la storia, poco indagata, del tram a Reggio. Una ricerca socio-antropologica, economica, logistica del trasporto pubblico in riva allo Stretto, con l’omnibus a cavalli (carrozza coperta trainata da cavalli) nel 1910 e il servizio a quattro autobus che da Marzo 1911 coprivano la linea Montevergine - piazza Riformati a Sbarre; infine, il tram. Con precisione di particolari viene descritta la voglia di rinascita della città. Il progetto, finalizzato anche ad agevolare gli scambi commerciali oltre che il trasporto passeggeri, era ambizioso: dal torrente Sant’Agata allo Scaccioti con diramazioni verso il Porto e i quartieri alti della città. Fu il lavoro faticoso di nostri concittadini a compiere quest’impresa, perché Reggio è anche questo. Fra le pagine del libro si può leggere l’entusiasmo per una nuova e ricca imprenditorialità in città, la necessità di “vivere” il progresso. Non mancarono le difficoltà ma la forza propulsiva di questi intraprendenti e tenaci imprenditori, nonché degli illuminati amministratori fu talmente forte che portò, il 10 Marzo 1918, il tram a percorrere la linea Annunziata – Riformati; un segmento modesto rispetto al progetto iniziale, ma significativo. L’entusiasmo per questa nuova realtà ebbe però a scontrarsi troppo spesso con l’inciviltà e la mancanza di rispetto per le vetture, e ciò coniuga il passato con il presente. La cronaca riportata dai giornali d’epoca, fatta di episodi esaltanti e spiacevoli, testimonia la vita dei tram reggini fino alla definitiva chiusura del servizio nel 1937. La storia del tram a Reggio è anche la storia di uomini e donne che hanno prestato anche per breve tempo e a qualsiasi titolo, la propria opera nella nostra città, ma anche la storia dei reggini, il cui entusiasmo per quest’opera è evidente in tutto il libro. L’inaugurazione, nel marzo 1918, venne salutata come un grande avvenimento, una pietra miliare nel cammino ascensionale dell’attività cittadina, con letizia d’animo che si aggiunse alle ansie febbrili di rinascita di tutta la cittadinanza e che attraversava i desolati campi baraccati e le perduranti macerie con voce nuova di trionfo e speranza. Questo servizio rappresentò fatica e forza di volontà dei nostri migliori concittadini e fu preludio a un imminente risveglio ed al manifestarsi di nuove necessarie affermazioni industriali. Il merito grandissimo di aver voluto e portato a compimento la grandiosa opera, che valse alla nostra Reggio un nuovo titolo di civiltà, spettò all’ingegnere Rodolfo Zehender, infaticabile quanto mai e benefico promotore del risorgimento della nostra provincia, esempio di attaccamento filiale al proprio paese. La vita del tram è la vita di un ventennio di Reggio, città che reagì con tenacia e vivacità al terremoto. Con la stesura di queste pagine, Antonino Meduri ci regala un bellissimo pezzo di storia della nostra città, in fondo non così lontano

 

Il volume sarà presentato a Reggio Cal. il prossimo martedì 28 gennaio alle ore 17 presso il Salone Conferenze del Dipartimento di Giurisprudenza ed Economia dell’Università degli Studi Mediterranea (Pal. Sarlo) in via T. Campanella, 38 – pressi Piazza Camagna