Locri, la bellezza che non muore è nei contrasti

Locri, la bellezza che non muore è nei contrasti

gattobianco

di MARGHERITA CATANZARITI*

Mi è stato chiesto cosa pensassi della diatriba-polemica su Locri bella o brutta. Se sto con chi si indigna o con chi si indigna perché gli altri si indignano. Potrei rispondere in mille modi, ma lo farò raccontandovi una storia.

Locri. Lei cammina ogni mattina sulla spiaggia. Non ha un granché da fare negli ultimi giorni, il lavoro è ad un punto morto e le giornate scorrono così. Tra discorsi complicati e attese apparentemente prive di senso. Lui è un tipo un po’ strampalato che arriva dalla Francia, capitato nei dintorni della costa Jonica, meta ultima di uno strano viaggio.

“Ti piace qui?”

“Molto. Mi piace andarmene in giro, a piedi. Ieri ho trovato un posto; nel bel mezzo dei palazzi e delle strade, c’è un giardino incolto, un aranceto. Un pezzo di verde selvaggio, illuminato dal sole, in mezzo alla città grigia. Bello.”

“E’ la bellezza che si nasconde nei contrasti. Qui capita spesso. Vieni, ti porto in un posto.”

Il posto dove lo porta è a pochi passi ed è semplicemente il mare di un’inusuale mattina di fine febbraio, con il sole talmente tanto caldo da lasciarti sorpreso. Sul lungomare, i segni dell’ultima mareggiata che ha violentato le mura, le panchine, le reti dei pescatori e i pensieri della gente.

Passeggiano sulla sabbia sporca di sale e arrivano al grande lido estivo, semi distrutto dalle onde.

“Guarda.”

Il mare è una tavola azzurro scuro, increspata appena dal vento di tramontana, il cielo limpido con qualche striatura di nuvole bianchissime che in un attimo si fanno sciogliere dal sole. Poi la sabbia calda e, un po’ più su, le cabine di cemento del vecchio lido che se ne stanno in bilico, a gruppi di tre o quattro, tutte rotte e silenziose, dopo che l’acqua si è portata via metà delle loro fondamenta. Stanno lì, le casupole stanche e bianche con gli infissi rossi, abbandonate al loro destino sbilenco.

“Davanti a te hai il mare e il cielo più belli del mondo, e questa è senza dubbio la bellezza della mia terra. Poi ti giri e ti ritrovi il disastro davanti agli occhi, non te lo puoi dimenticare. E’ sempre lì. Perché questa terra è così, bellissima e piena di contrasti. E’ un disastro in tante cose, ma in tante altre no.”

“Anche da me è così. Lo è dappertutto, in realtà.”

Il francese e la ragazza entrano in una delle cabine e si siedono rivolti verso il mare, il mondo sembra pendere in avanti e tutto assume un'altra prospettiva. Dallo scorcio dell’entrata si vedono solo il bianco e il blu della sabbia, del mare e del cielo, incorniciati da quello che resta della porta rossa.

“Sembra un dipinto.” Osserva lui, mentre scatta le sue foto.

“Si. Perché poi, anche quando sei nel bel mezzo del disastro, come siamo noi adesso, la bellezza, se ne sei capace, la percepisci lo stesso. Continui a vederla, nonostante le brutture. Almeno per me è così.”

Un gabbiano attraversa la cornice sullo sfondo e vola via, così come il francese di lì a qualche ora.

Il pomeriggio dopo, lei si ritrova con le amiche al tempio di Marasà a parlare di dee, regine e sacrifici d’amore. Nell’aria, l ’odore della camomilla selvatica e il rumore lontano della 106.

Una di loro gioca tra le rovine, nonostante pensieri contrastanti si facciano la guerra nella sua testa. Ha le gambe da cicogna e le braccia di ballerina, ed è sicuramente bella come lo erano le sue antenate.

“Ma tu immagini cosa poteva succedere qui dentro, di notte, secoli fa?”

Lei la guarda danzare nel tempio della dea, tra pietre antiche e bolle di sapone. E pensa che anche quello è un altro contrasto, uno di quelli che attraversa il tempo e lo spazio. Ma che nasconde una bellezza che non muore mai.

Io non lo so se Locri, la Calabria, il Sud, siano migliori o peggiori di tanti altri posti al mondo. Non lo so se gli altri ci considerano belli o brutti, buoni o cattivi, e sinceramente non è che me ne importi un granché. So solo che i luoghi sono fatti anche di persone eccezionali, di momenti memorabili, di prospettive nuove, di punti di vista diversi. Di cornici immaginarie in riva al mare e di anime che danzano tra le rovine di un tempio.

O semplicemente sono luoghi fatti d’amore e dolore. Il contrasto imprescindibile del nostro essere al mondo. Ovunque esso sia.

 

*Margherita Catanzariti, autrice di Segui sempre il gatto bianco, edito da Città del Sole, sarà ospite, venerdì 7 marzo, della rassegna Calabria d'Autore curata dallo scrittore Antonio Calabrò