Alla ricerca del Bello perduto. Il progetto di Residenza etica

Alla ricerca del Bello perduto. Il progetto di Residenza etica

logo del Bello perduto

di ORIANA SCHEMBARI

«Sono fermamente convinto che se i cittadini si rendessero conto della loro fame di bellezza, ci sarebbe ribellione per le strade». Così James Hillman, il noto psicanalista studioso di miti classici, che è altresì convinto che ciò che è “represso” nella nostra società non è il negativo o l’individuale, ma proprio la Bellezza; quella che scaturisce dal connubio di estetica ed etica, la bellezza delle Idee, di origine platonica, dove il Bello coincide col Bene e quindi col Vero, ma che è anche e soprattutto Bellezza come “pratica”.

Questo concetto è già stato dibattuto ampiamente su questo giornale, dopo le dichiarazioni di Gian Antonio Stella dal palco di Sanremo, e il conseguente vespaio suscitato in Calabria con tanto di querela da parte del Sindaco di Locri. La lunga scia di discorsi scaturiti sul tema della Bellezza presente o assente nella nostra regione conduce la riflessione verso coloro che tale ricerca la praticano già e proprio non molto lontano.

La bellezza salverà il mondo” è l’ispirazione ed il contenuto del progetto di Residenza Etica Teatrale della Piana con sede a Polistena, ideato e gestito dalla Compagnia Dracma e compartecipato da Libera-Associazione nomi e numeri contro le mafie, Cooperativa Valle del Marro-Libera Terra, Auser, Città del Sole Edizioni, e da una lunga serie di enti, associazioni, istituzioni scolastiche del territorio.

Il progetto si propone di diffondere la cultura teatrale, tramite rassegne di diverso genere, eventi culturali e attività formative rivolte a giovani e a studenti delle scuole e al personale artistico e tecnico del settore. Si tratta, quindi, di un programma ampio che mette in collaborazione il territorio locale conrealtà nazionali e internazionali, al fine di promuovere la cultura e la drammaturgia contemporanea, in particolar modo quella di matrice calabrese.

Così come voluto da Dracma e dal suo direttore artistico Andrea Naso, una precisa dimensione etica lo connota, in quanto posto in un contesto ambientale inciso gravemente dalla criminalità organizzata. La Residenza si propone di diffondere i valori della legalità, del rispetto degli altri e dei beni comuni, della giustizia e della verità, al fine di combattere atteggiamenti e modi di pensare improntati alla logica della violenza e della sopraffazione. Ed ecco che questi valori vengono riassunti proprio nel tema “il bello perduto”, dove la ricerca della bellezza è prima di tutto collocata in una dimensione etica, di ricostruzione del bello come sensazione condivisa, ispiratrice di sentimenti nobili e quindi, azione e spazio comune. La Residenza Etica Teatrale è un unicum per il territorio della Piana di Gioia Tauro e può essere veramente una opportunità e una risorsa per tutto il comprensorio.

Dopo una intensa stagione nello scorso autunno, la programmazione 2014 si è aperta con uno spettacolo prodotto da Emergency, “Viaggio Italiano”, con Mario Spallino, un percorso tra Nord e Sud sul “diritto alla cura”. La rassegna continuerà nei prossimi mesi con spettacoli per studenti e il Teatro Famiglia e vedrà la presenza di numerosi protagonisti della scena calabrese.

Ad aprile, inoltre, l’allestimento del nuovo spettacolo della Compagnia Dracma “La creatura prediletta”, dove la creatura prediletta è proprio la Calabria descritta da Rèpaci nel suo celebre testo. Un viaggio poetico-narrativo tra Argiroffi, Calogero, Costabile e appunto Rèpaci, per la regia di Andrea Naso, con Paolo Cutuli, Daniela D’agostino e lo stesso Naso, con le musiche del maestro cantautore Nino Forestieri e di Rosario Columbro e Tato Barresi. Un viaggio che parte proprio dalla creazione mitica della Calabria e delle sue bellezze per indagare l’origine di quell’altro mito che vede i calabresi come “razza maledetta”.

Attribuita da altri o autoimposta, è con quella immagine luciferina che dobbiamo fare i conti, criticamente, per ogni qualsivoglia discorso su noi stessi e la nostra terra. Dopo, forse, potremo anche andare per le strade a ribellarci, per saziare la nostra “fame di bellezza”.