
A rigore, non è una notizia da Zoomsud perché non riguarda direttamente la Calabria né il Sud del nostro paese. Ma vogliamo darle rilievo perché è una di quelle notizie che (ri)danno speranza sul nostro comune (di tutti gli uomini e donne) voler essere umani. Processo storicamente lungo, che sempre incespica e sempre va ripreso.
Dall’Iran sono arrivate le immagini di una condanna a morte, per impiccagione, che non si è compiuta. Nel momento in cui, secondo la legge, i parenti del ragazzo ucciso sei anni fa avrebbero potuto dare il calcio finale allo sgabello, la madre del morto ha dato uno schiaffo all’omicida e il padre gli ha tolto il cappio. Hanno scelto il perdono. Mentre l’omicida veniva condotto in carcere, la madre dell’ucciso e la madre dell’omicida, entrambe velate di nero, si sono sciolte nel pianto.
In questo Venerdì Santo - in cui anche il tempo atemosferico dà un senso di freddo al cuore - sono immagini di luce e di calore. Anche per noi.
M.F.