I giornalisti giovani e il futuro della comunicazione in Calabria

I giornalisti giovani e il futuro della comunicazione in Calabria

perriassummapolitodi DANIELA MAZZEO

 

Interessante e piacevole serata quella tenutasi alla rassegna Calabria D’Autore ideata da Antonio Calabrò. Ospiti del suo salotto letterario tre giovani giornalisti reggini:Stefano Perri( strill.it), Luca Assumma (ex -Ora della Calabria), Giulia Polito (newz.it).

Una lunga chiacchierata durata circa un’ora allietata dalla musica di sottofondo dei loro cantanti preferiti, in cui i giornalisti hanno risposto alle domande poste dalla bravissima Francesca Rappoccio.

Dalle risposte emerge in modo evidente che il loro lavoro è il risultato di una passione alla scrittura, all’osservazione della realtà, alla descrizione nei dettagli del dettaglio. “Ci piace raccontare i fatti, condividere con la gente le storie” raccontano quasi all’unisono; “non fermarsi all’apparenza, analizzare con lo spirito critico di chi cerca di capire e vuole raccontare al meglio il perché di ciò che accade; confrontarsi con la gente, conoscere e fare conoscere”.

E’ questo per loro essere giornalisti. E non è difficile esserlo quando la naturale predisposizione è la conseguenza del loro essere. Insomma ragazzi, “giovani”, mossi da una gran voglia di raccontare, di non fermarsi, di partire sempre dal loro posto natio nonostante la nostra Calabria di certo non li aiuti nella loro realizzazione, offrendo solo precarietà e realtà lavorative altalenanti!

Luca, Stefano e Giulia hanno inoltre rivelato una capacità di affabulazione che ha reso la serata interessante e divertente; gli argomenti, con gli spunti offerti dalla dottoressa Rappoccio, sono stati molteplici, anche se tutti riguardanti quella splendida professione –da loro evidentemente amata – che è il giornalismo.

E’ stato un dialogo intenso, scandito anche da aneddoti della loro vita lavorativa. E’ stato un viaggio anche nella conoscenza di una nuova forma di comunicazione di cui loro fanno parte, appunto quella on- line. Ci raccontano che il modo di lavorare è molto diverso dal giornalismo cartaceo. Qui l’informazione è in tempo reale. Si osserva, si scrive senza un tempo prestabilito. I riscontri sono immediati e continui.

Come riassunto della serata possiamo dire di essere orgogliosi di avere ragazzi giovani che lavorano con l’umiltà di chi vuole sempre apprendere e con la consapevolezza che nonostante le poche garanzie lavorative, ciò che conta è la passione del fare!