
di ENRICO COSTA*
Dal mare al colle arrancando
con la stessa fatica degli avi
costeggi sotto il sole rovente
moderne rovine d’un sogno.
Strutture d’acciaio futuriste
rugginosi nastri ormai fermi
ci narrano illusorie speranze
di gente rassegnata e stanca.
Non servono fioriere inaridite
gerani trascurati e rinsecchiti
se speri ancora che alla svolta
manchi un passo solo o cento.
Coraggio amore dignità rigore
col lavoro altro non reclamano
uomini donne e giovani onesti
concittadini sempre più dolenti.
*già professore di Urbanistica presso l'Università Mediterranea di Reggio Calabria