Piccolo dizionario di un'estate reggina/1

Piccolo dizionario di un'estate reggina/1

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di MARIA FRANCO

 

Agosto,

controluce a tramonti

di pesca e zucchero

e il sole dentro la sera

come il nocciolo nel frutto.

Federico Garcia Lorca

Alba Il vento fresco che dalla collina scende verso il mare, il primo rosato del cielo dietro le colline i viola e i dorati dell’uva rinnovati dalla notte sono la compagnia, discreta, dei cercatori di ficarazze che anticipano lo spuntare del sole per anticiparsi a vicenda. Perché una tavola reggina, d’agosto, non può restare senza fichi d’india.

Basilico Si chiedesse di nominare un re dell’estate, molto probabilmente non sarebbe scelto né il Bronzo A né il Bronzo B. Una foglia di basilico, profumato, allegro, e l’insalata o la pasta al pomodoro hanno un sorriso in più.

Compagno Capita, in vacanza, di rivedere compagni (di scuola, di università, di questa o quest’altra esperienza, e, magari, anche di partito), di dire molti ciao. Qualche volta capita anche il miracolo di sentirsi in bocca il sapore, buono, del pane (compagno uguale cum panis, ovvero coloro che condividono il pane).

Dio Che crediate o meno, un senso di sacro stupore, quasi la vertigine del mistero e dell’eterno, dovrebbe comunque prendervi, almeno in certi mattini e in certi tramonti, al cospetto della Bellezza di cui alla lettera E.

Etna Lei (sì, è un vulcano, ma l’accordo al maschile non mi viene proprio) è sempre lì, semplice e immensa. Da Reggio in giù, sullo Jonio, le sue fiamme che illuminano la notte sotto la luce quieta della luna spalancano gli occhi e tolgono il respiro.

Fiorilli Con poche eccezioni, i maschi non hanno verso i fiori la stessa sensibilità delle donne. Esclusi, s’intende, i fiori di zucca. Quelli, come le donne, anche gli uomini li amano in maniera sperticata. Una frittella bollente non si rifiuta mai, a qualsiasi ora. (Anche, nel caso, dopo il dolce e il gelato).

Galline Se, per un caso fortuito, vi dovreste occupare di galline, sappiate che vi inseguono per avere cibo, producono molto sporco e non hanno nulla di particolarmente simpatico (che so, il modo buffo di mangiare dei conigli). Ma, alla fine, per quanto non vi sembri possibile e in maniera del tutto gratuita (ovvero non perché facciano le uova), ve ne affezionerete e vi verrà voglia di dare a ciascuna un nome proprio.