La vera Festa Madonna è quella che non si vede

La vera Festa Madonna è quella che non si vede
Madonnaconsolazione
 
di ANTONIO CALABRO' -
 
C’è poco da criticare: i festeggiamenti per la Madonna dell’Eremo anche quest’anno saranno uno dei momenti topici della vita cittadina, e da sempre costituiscono un punto fermo del calendario di molti reggini, che per i motivi più disparati seguono la processione del Quadro uniti nella Fede, nell’appartenenza e nella preghiera.C’è poco da criticare: credenti o non credenti, festaioli o austeri, tutti dobbiamo riconoscere l’importanza di un appuntamento che, come dice il famoso motto in rima, si è sempre tenuto, con il terremoto, con la guerra e con la pace.
 
Potrebbe apparire soltanto un rito, una ostentazione, una fiera collettiva di apparenze; potrebbe sembrare tutta una trasposizione teatrale di una fede meccanica; potrebbe sembrare soltanto una occasione di bisboccia cafonesca, che trova il suo culmine nell’odore appetitoso delle salsicce arrosto. Invece non è così. La vera festa della Madonna è quella che non si vede.
 
Uomini e donne che vivono il dolore lancinante della vita e possono affidarsi solo a speranze ultraterrene, rincorrono l’effige sacra in cerca di un contatto con Dio. In cerca di una salvezza e di qualcosa che possa alleviare il loro dolore. Ammalati, parenti di ammalati, persone con problemi irreversibili, disfatti dalla vita, infelici. Tutti con lo sguardo al cielo, supplici di una madre pietosa. Non c’è conforto terreno che tiene, per chi vive la tragedia della morte incombente, per chi è talmente disperato da fare del proprio respiro una preghiera. Non c’è soluzione, se non quella di confidare e credere con tutta la forza della speranza in una benevolenza alta.Sono i sofferenti che fanno la festa.
 
La festa è il sudario di un dolore muto. Si sbandierino pure le velleità, spesso grottesche, di gioia collettiva e di spensieratezza. Si dia spazio ai bambini, alle giostrine, alla bancarelle inutili. Si accettino cantanti e teatri, musica e fuochi d’artificio. Il prezzo da pagare alla pietà, al perdono, al fondamentale insegnamento di Cristo, che è l’amore.
 
Festa di Madonna, e lo scrivo da laico fuori dalla chiesa, va riguardata e compresa partendo dalla disperazione del dolore. I sofferenti dovrebbero sempre essere in cima ai nostri pensieri e alle nostre priorità, perché sono le lacrime a rendere autentica questa strana avventura che chiamiamo vita.