Napoli: un ragazzo ucciso, due ragazzi vittime

Napoli: un ragazzo ucciso, due ragazzi vittime

Davide Bifolco, foto tratta da fb

di MARIA FRANCO

Insieme, facevano meno di quaranta anni. Facevano, perché uno dei due, ieri, a Napoli, ha ucciso l’altro. È accaduto che un carabiniere ventiduenne abbia colpito mortalmente un ragazzo poco meno che diciottenne.

Non si dovrebbero mai leggere notizie così. Né sentirle commentare come se si trattasse di fare il tifo per l’uno o per l’altro.

Se sarà compito della magistratura definire le responsabilità penali dell’accaduto, socialmente si deve prendere atto che ci sono due vittime (vittima non vuol dire non colpevole, vuol dire essere schiacciati da pesi insostenibili, avere il piede di un gigante sul cuore): il ragazzo che ha perso la vita e il carabiniere che quella giovane vita stroncata se la porterà addosso per sempre.

Vittime di un contesto in cui si cresce troppo male e troppo presto, immersi nell’illegalità diffusa, nella paura, nell’asfissia di vincoli miopi: dove il senso di comunità è distorto, lo stare nel mondo una rassegnata inferiorità e/o una sfida autodistruttiva e la civiltà d’essere uno Stato fatica a farsi realtà.

Un contesto in cui resta indispensabile, ma è tutt'altro che facile, provare a rammendare certe (storiche) ferite, certi (incancreniti) strappi sociali, certe (sanguinanti) lacerazioni umane.