Ad Arghillà il viaggio nell'arte del Face Festival

Ad Arghillà il viaggio nell'arte del Face Festival

face

di DANIELA MAZZEO -

C’è voglia di fare e di trasmettere cultura al Face Festival tenutosi al Parco di Ecolandia ad Arghillà. Con grande coraggio e determinazione, gli organizzatori hanno organizzato diverse serate per dar modo a numerosi artisti, alcuni di fama internazionale, di proporre e mostrare le loro opere.

Il parco naturale si è mostrato ai numerosi occhi dei presenti in tutta la sua bellezza. Ecolandia è una risorsa preziosa del territorio di Reggio, e andrebbe sfruttata di più. Una piccola oasi di bellezza e di quiete, con una vista magnifica sullo Stretto, pulita, ordinata e accattivante come tutta la Calabria potrebbe essere.

Il Face Festival, ospitato all’interno, è stato una piccola meraviglia di creatività e intraprendenza, e si è integrato alla perfezione con i numerosi locali del vecchio fortino. Ogni spazio all’aperto, ogni stanza al chiuso, ogni corridoio stretto o piccolo che sia ha svelato i tesori dell’arte moderna.

Ieri serata conclusiva di molti eventi che ad ampio raggio hanno illuminato, divertito e fatto riflettere tutti attraverso la libera e moderna espressione di giovani talentuosi che hanno condotto il loro pubblico alla conoscenza delle diverse forme espressive del mondo moderno.

Un vero viaggio nell’arte contemporanea attraverso le mostre. Fotografia, pittura, scultura, raccontano perfettamente visioni espressive della modernità. Hanno esposto artisti affermati e non, così tanti che è impossibile citarli tutti. Da Teresa Ribuffo a Angela Pellicanò, da Antonio Pepe ad Antonio Sollazzo.

Un viaggio nel Teatro, attraverso performance di giovani capaci di coinvolgere il pubblico, trattando anche temi importanti come “1984” di Orwell rappresentato in una sintesi eccezionale da Rachele Ammendola, o come la politica affrontata sulla falsariga di voci note del cabaret attuale.

Un viaggio nella musica attraverso voci già note e voci scoperte. Dal genio ironico di Cassandra Raffaele, alla poesia di Valentina Balistreri. Insomma un face festival targato libertà, interpretato per di più da giovani della nostra terra, che ha voluto dare spazio all’espressione libera di nuove idee attraverso il concetto di arte nelle sue varie forme.

Ospite delle serate conclusive Gerald Bruneau che, come in una piacevole chiacchierata, ha illustrato il suo progetto fotografico sui Bronzi di Riace, rivelando una grande onestà intellettuale. Se l’unione fa la forza il Face Festival ne è la dimostrazione. Voglia di fare, impegno entusiasmo sono stati le qualità che hanno permesso agli organizzatori di dare valore, spazio e importanza agli artisti della nostra terra. Tra tante difficoltà sono però riusciti a raggiungere i loro obiettivi. Sensibilizzare sulle tematiche legate alle questioni ambientali. Dare spazio a grandi talenti dell’arte che sia essa fotografia, pittura, scultura o musica.

L’importante è aver conosciuto la loro bravura. Bellissima esperienza dunque di alto spessore culturale unita al divertimento e alla voglia di stare insieme.

Un bene per la Calabria, un bene per gli artisti, un bene collettivo. E dunque da replicare.