LA LETTERA. Caro Amadeus, niente di personale, e però...

LA LETTERA. Caro Amadeus, niente di personale, e però...

ama

Lo so gioia mia che eri in buona fede. Il video l’ho visto, figlio bello e ci credo. Non te ne sei proprio accorto del guaio in cui ti stavi cacciando. Dici di essere stato frainteso. E ci credo. Ma sai, Amadeus, quando si è alla conferenza stampa per un Festival Nazional Popolare, addirittura il Festival di San Remo, e si è il conduttore parlante, bisogna sentire la responsabilità per ogni parola pronunciata. E lo so che tu volevi fare il galante, quello gentile con le donne. Tutte bellissime, tutte carinissime, scelte da te, buone buone. E lo so che volevi esaltare la fidanzata di Valentino Rossi che c’ha pure un nome, gnocca che sa stare al suo posto. Insomma figa e madonna, così il Rossi grande uomo può vincere le gare senza rottura di coglioni.

Il problema però non è il messaggio. Che tanto i ragazzi manco ci filano a noi cinquantenni e il Festival se lo vedono quelli della mia generazione e della terza età. Che insomma noi ormai siamo belli e rovinati. Destra sinistra, sopra, sotto, ognuno con le proprie convinzioni da portare nella tomba. Però Ama, a me preoccupa che dietro le tue parole e il tuo successivo sudato imbarazzo da “non ho fatto niente di male “, c’è un pensiero che in Italia si è ormai sistemato come un ospite sgradito, solo che l’ospite non lo sa. Sessista capisci. Il solito che vuole la donna o santa o puttana. Il pensiero reazionario che deve mettere ogni cosa al suo posto. Ecco l’uomo che sceglie, ecco la donna bellissima, ecco la donna che non tiene condotte imbarazzanti. La donna che sa stare un passo indietro al campione. Che poi così indietro non può dirsi. La fidanzata di Rossi, è una modella, lavora, viaggia per il mondo, è un’influencer, ha una sua rete di conoscenze e relazioni e chi se ne frega se sta con uno che guida le moto e guadagna un pacco di soldi. Tutta ‘sta grandezza poi dove sarà. Boh. 

Ma il guaio è che quando tu dici una cosa come quella della conferenza stampa - con te al centro tipo Gesù e ai lati le discepole bellissime carinissime modellissime mute ecc ecc - ci dimostri che la lotta per la parità, contro il patriarcato, l’egemonia verbale del maschio alfa, il bisogno di imbrigliare sempre tutto dentro schemi e categorie per evitarci lo sforzo dell’evoluzione darwiniana, vogliono ancora anni di duro lavoro. Ma soprattutto ci dimostri che tu sei l’espressione di questa mentalità che non vuole cedere il passo. E giuro non sono arrabbiata con te, che un po’ mi dispiace e ti immagino smarrito a ripetere: ma che ho detto?

Ma questa domanda,  la farei a tutte le donne che ci hanno preceduti. Che ha detto Amadeus? La farei a quelle che davvero sono state un passo indietro a tutto. In dietro al tempo in cui vivevano, ai mariti, ai padri, ai fratelli. Quelle che non avevano una rendita per mandare tutti a quel paese, quelle che avevano grandi talenti inespressi, quelle che volevano studiare, quelle che sono impazzite, le donne che si sono uccise, che sono state internate, bruciate, uccise. Un passo indietro Amadeus. E lo so, tu hai solo dato fiato a un mondo che non ne sente la commozione e il dolore. E penso a questo presente Italiano, dove il linguaggio si è infettato. Senza grazia e bellezza.

Ecco, la bellezza delle parole dovrebbe essere esaltata. Dove ancora ci sono donne che chinano il capo e stanno zitte perché pensano sia normale che vengano chiamate fidanzate o mogli di, perché presenze mute e assertive, perché amano essere scelte, bisognose ancora di sguardi maschili che le rassicurino, donne bambine. Donne che vengono uccise quando si ribellano. È questo che fa male, Amadeus. Sono certa della tua buona fede. Ma quanta violenza c’è nella buona fede e quanta responsabilità. Che sia Francesca Sofia Novello (è il nome della fidanzata del motociclista) a dirci chi è, che sia lei a scegliere il passo e la distanza, non un conduttore televisivo, non l’uomo con cui si sono scelti. E questo è quanto, Ama. Non fraintendermi, nulla di personale.