Le patate della Sila

Le patate della Sila

patateSilapatateSila

Cipolle e nduia, peperoncini e patate: la Calabria spesso si riconosce per questo. Le patate della Sila sono il massimo della riconoscibilità e basta andare nell’azienda di Pietro Tarasi sulle sponde del fiume Garga per rendersene conto. Qui c’è anche la sede del Consorzio delle patate Silane di cui Tarasi è presidente e Albino Carlo il direttore.Spesso - dice Tarasi  - un territorio si identifica con un prodotto alimentare e lo stesso prodotto si nutre simbolicamente dei valori del territorio in un gioco di reciprocità positive. Il caso della Sila e della Patata è una eccezionale rappresentazione di questo percorso positivo che ha portato il nostro Consorzio a suggellarlo con il marchio di IGP (Indicazione Geografica Protetta). La Sila è una trama di foreste, coltivi e pascoli ordita da fiumi e ruscelli che la rendono particolarmente ricca in questo ambiente che la Patata della Sila raccoglie tutte le sue qualità di conservabilità, sapidità e consistenza rendendolo particolarmente gradito. Ancora oggi l’espressione più comune fra chi lo consuma è: ”ma sa di patata!”. Rinomato in tutto il meridione ed apprezzato dalle nostre massaie oggi si sente la necessità di farlo uscire dai confini ristretti del mercato locale per affrontare quello nazionale. Ed è questo che si è proposto il nostro Consorzio commercializzando e promuovendo il marchio IGP in tutta la grande distribuzione italiana. Oggi la Patata della Sila è presente ed apprezzata in quasi tutti i mercati”.

“Il progetto di valorizzazione e diffusione sul mercato della Patata della Sila IGP - dice Carli-, che sta trovando compimento anno dopo anno, è partito nell’ormai lontano 2003, quando un gruppo di produttori si è riunito dando vita al Consorzio Produttori Patate Associati. Da allora sono stati introdotti i primi standard qualitativi, come la produzione integrata,  e sono state formate le aziende agricole sul fronte della tracciabilità e sulla tenuta dei quaderni di campagna. Grazie ad una serie di importanti investimenti, in questi ultimi anni il Consorzio PPAS si è evoluto moltissimo ed è oggi in grado di affrontare con professionalità e competenza i mercati nazionali ed internazionali più importanti. Le aziende associate, molte delle quali certificate secondo lo standard internazionale Global Gap, seguono scrupolosamente dei rigidi disciplinari di produzione e sono affiancati da uno staff tecnico in grado di assisterle in tutte le fasi della produzione.

Una spinta fortissima all’espansione sul mercato è arrivata nel 2010 con il riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta per la Patata della Sila, un prodotto dalle eccellenti qualità organolettiche e di conservabilità. Il marchio europeo ha aiutato la Patata della Sila ad imporsi nell’elite dei prodotti di qualità, essendo, peraltro, l’unica Patata di Montagna a marchio IGP in Italia. Per dare la massima garanzia sull’origine e la genuinità del prodotto, dal 2013 abbiamo inserito sulle nostre confezioni un QR Code che, attraverso uno smartphone, consente di entrare direttamente nella tracciabilità del prodotto. Inserendo il codice lotto che si trova su ogni confezione, il consumatore può conoscere tutta la storia delle patate che sta acquistando, visualizzare su Google Maps l’appezzamento dove sono state coltivate e scaricare l’analisi effettuata sul prodotto che ne certifica l’assenza di residui e, quindi, ne garantisce l’assoluta sicurezza alimentare”.

 Sull’altopiano della Sila la patata veniva coltivata già oltre due secoli fa. Ma è solo dagli anni 50 che attorno alla patata è nato un sistema economico forte e sostenibile. Attualmente sono circa 200 le aziende agricole tra piccole medie e grandi che producono patate sull’Altopiano Silano. Le più rappresentative sono aggregate in strutture Cooperative, Consorzi e Organizzazioni di Produttori.

I dati più recenti attestano che l’areale Silano produce su 1700 ettari investiti annualmente, circa 600.000 quintali di patate (il 50% delle patate della Regione Calabria e circa il 3% della produzione nazionale). Diverse sono le varietà coltivate tra precoci o tardive, a pasta gialla o bianca, a buccia gialla o rossa, a pasta soda o farinosa, e cosi via. Le più importanti, per quintali prodotti, sono: Agria, Marabel, Nicola, Liseta, Melody, Fontane, Spunta, Desiree, Ditta, Agata, Cupido, Laura, anche se tante altre nuove varietà molto promettenti sono in fase di sperimentazione e di espansione come, ad esempio, Universa, Antea, Aurea e Jelly. L’Altopiano Silano è caratterizzato da condizioni pedoclimatiche marcatamente montane, temperate dalla dislocazione a sud e dalla estrema vicinanza ai due mari che ne seguono in confini ad est e ad ovest. Grazie all’altitudine media compresa tra 1200 e 1400 metri slm, ed al terreno di medio impasto tendente al sabbioso, è notoriamente una delle zone maggiormente vocate in Italia per la produzione di patate.

Il marchio dell’Indicazione Geografica Protetta (IGP) rappresenta una importante tutela per i produttori dalle imitazioni e una essenziale garanzia per il consumatore sull’origine territoriale, la salubrità e la genuinità della Patata della Sila IGP.

Dal 2011 il territorio si è arricchito della presenza del Consorzio di Tutela della Patata della Sila IGP, riconosciuto dal MIPAAF, che svolge un’importantissima funzione di difesa e promozione del marchio. Il disciplinare prevede l’utilizzo di sei varietà, Agria, Desirée, Ditta, Majestic, Marabel e Nicola ma sono allo studio delle varianti per ampliare il ventaglio varietale in un’ottica di miglioramento dell’offerta per il consumatore. La zona di produzione comprende 13 comuni nella provincia di Cosenza e 13 comuni in provincia di Catanzaro.